Politica

Autonomie, Boccia (ministro affari regionali): “Il tentativo della Lega sulle autonomie è fallito”

Il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia (PD) è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano: “Il tentativo della Lega sulle autonomie è fallito ancor prima che arrivassi io. L’autonomia differenziata ha senso su alcune competenze, ma ha senso se lo Stato garantisce gli interventi anche alle aree più arretrate a livello sviluppo. Vorrei costruire questo meccanismo condiviso con il ministro del sud Provenzano, ma le intese devono passare dal Parlamento. Polemiche Zaia? Basta letture false, se qualcuno ha la tentazione di fare polemiche strumentali, sappia che ci sono gli atti che dimostrano che quel tentativo fatto nel precedente governo era fallito”.

Sulle autonomie regionali

 “Il vecchio tentativo sulle autonomie è fallito perché erano stati detti dei no non solo all’interno della vecchia maggioranza, ma anche all’interno della stessa Lega –ha affermato Boccia-. Il progetto sulla scuola del presidente Fontana l’ho trovato smontato dall’ex ministro dell’istruzione, sempre della Lega. Una cosa sono le parole, la propaganda, la narrazione, altra cosa sono i contenuti. Ho detto sin dal primo giorno: vorrei ripartire, non per azzerare il lavoro fatto, ma il contesto generale di autonomia differenziata proposto in precedenza era già fallito prima che arrivassero noi. Io sono partito dal fatto che ci sono grandi diseguaglianze nel nostro Paese, non solo tra nord e sud ma anche tra nord e nord e sud e sud. Tutto questo deve rientrare in una legge quadro come quella che io ho proposto, che deve garantire a tutto il Paese lo sviluppo. I livelli essenziali delle prestazioni non possono essere fissati dopo che l’autonomia è partita. L’autonomia differenziata ha senso su alcune competenze, ma ha senso se lo Stato garantisce gli interventi anche alle aree più arretrate a livello sviluppo. Vorrei costruire questo meccanismo condiviso con il ministro del sud Provenzano, ma le intese devono passare dal Parlamento. Non so quanto costerà in più questa riforma, io penso che vadano redistribuite meglio le risorse esistenti. Già oggi ci sono fondi pluriennali sullo sviluppo, però succede che molto spesso alla fine anche le risorse pubbliche che dovrebbero privilegiare le aree più povere finiscono per essere concentrate nelle aree più ricche del Paese. Ad esempio l’alta velocità è stata costruita con fondi derivanti dalle tasse degli italiani e le tasse le pagano al nord come al sud, ma se l’86% dell’alta velocità è concentrata negli snodi più ricchi del Paese, i cittadini di Reggio Calabria cosa devono dire? Io penso che abbiano diritto a viaggiare su treni veloci. Lo dico anche per le aree che sono degli hub del nord che non sono a più ampia demografia. Penso che lo Stato debba garantire a tutte le altre province italiane lo stesso livello di servizio e per servizio intendo anche la scuola. Se è autonomia vera ha senso farla perché è dentro il binario della Costituzione. I veneti hanno ragione a rivendicare alcune cose, si passa nel torto quando si inizia a denigrare un’altra parte del Paese. Sullo spreco di fondi al sud si può e si deve intervenire, ma è inaccettabile che si faccia di tutta l’erba un fascio”.

Zaia: ‘Pronti a scendere in piazza, non ci tratteranno da colonia’

 “Non so se Zaia l’abbia detto davvero o sia una ricostruzione di Libero, ma è una lettura falsa. Ho sempre detto che non avrei accettato provocazioni, che avrei avuto un atteggiamento gandhiano e così sarà. Ieri sono stati trasmessi formalmente gli atti al Presidente, ma se qualcuno ha la tentazione di fare polemiche strumentali, sappia che ci sono gli atti che dimostrano che quel tentativo fatto nel precedente governo era fallito. In questo primo mese noi abbiamo avviato un altro percorso con tappe certe”.