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“Noi terremotati vogliamo guardare al futuro e dimenticare in fretta questa tragedia. A tre anni dal sisma del 2016 è ancora tutto fermo!”

Marco Alfei è un esponente di Italia Viva che vive attualmente nelle Marche in uno di quei paesi colpiti dal sisma del 2016. Recentemente ha scritto a mezzo stampa una lettera alla neo ministra delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli facendo il punto sulla situazione attuale dei paesi del cratere in cui nulla è cambiato da tre anni a questa parte. Marco Alfei è intervenuto a Un Giorno Da Ascoltare per denunciare la mancanza di attenzione da parte delle Istituzioni che dovrebbero interessarsi in maniera repentina alle popolazioni devastate dal tragico evento di tre anni fa.

La denuncia

“Ovviamente ancora non ho ricevuto una risposta. In questa lettera ho fatto presente la situazione della mia famiglia che ha perso la casa subito già nel terremoto di agosto 2016, quello di Amatrice per intenderci, che vive come tre anni fa, con in più soltanto l’aiuto che riceviamo per l’affitto, senza sapere quale sarà il nostro destino. Come la mia famiglia però, si trovano anche migliaia di altre persone chiaramente, ferme in una situazione di immobilismo totale: per fare un esempio, se io chiamo il mio tecnico incaricato per la progettazione della ricostruzione e gli chiedessi quando si potesse iniziare soltanto a progettare la ricostruzione di casa mia, non saprebbe rispondermi. Il 90% dei progetti per i danni gravi non sono nemmeno stati presentati agli uffici speciali. Perché i tecnici non riescono a presentare i progetti? Perché ci sono tre categorie di persone coinvolte nel terremoto: due di queste sono tutelate, la terza no, ovvero quella dei professionisti!

Ci sono gli sfollati come noi che abbiamo perso la casa ma che comunque riceviamo un aiuto economico per stare in affitto, poi ci sono i dipendenti pubblici che comunque sono stati assunti e hanno il loro stipendio per fare il proprio lavoro. I professionisti invece hanno una mole più grande di lavoro che devono affrontare da soli e senza aiuti economici; a mio avviso dovrebbero ricevere un anticipo sulla propria parcella già al momento di un singolo incarico, con una serie di paletti per le scadenze: facendo un esempio pratico, ci sono tanti laureati che potrebbero dare un aiuto concreto venendo assunti e ci sono tante persone che potrebbero dare un aiuto da tutta Italia ma è chiaro che ci si è concentrati solo sul cratere perché il tecnico dovrebbe affrontare delle spese troppo alte: dobbiamo potenziare le nostre risorse altrimenti di questo passo ci vorranno oltre trent’anni per vedere le proprie case ricostruite!”

L’appello alla ministra delle infrastrutture e dei trasporti

“Sono una delle tantissime persone che ha perso la casa tre anni fa. Chiedo solo di poter andare avanti e garantire un futuro ai miei figli e a tutte le altre persone affinché si possa scegliere: in questo siamo tutti intrappolati in una situazione più grande di noi, in un sistema burocratico che ci respinge. Credo che la ministra De Micheli debba riuscire a fornirci delle risposte entro poco tempo per poter guardare direttamente al futuro e dimenticare in fretta questa bruttissima esperienza.”