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Maestra maltrattante (A. Nava): “Poliziesca la soluzione telecamere”

Maestra sospesa per aver insultato e schiaffeggiato gli alunni. E’ soltanto l’ultimo caso balzato agli onori della cronaca, in ordine cronologico e forse è il momento di chiedersi perché succede, e cosa si può fare. Abbiamo avanzato alcune ipotesi a Tutto in Famiglia, su Radio Cusano Campus, con Angela Nava del Coordinamento Nazionale Genitori Democratici. “E’ un problema sul quale non investiamo. Sono notizie che provocano orrore – ha osservato Nava – la proposta delle telecamere è una soluzione che spezza, una volta per sempre, un rapporto che dovrebbe essere di fiducia, e che in questo modo viene incrinato. Gli insegnanti non si sentiranno liberi, ma soprattutto le telecamere quanto potranno prevenire il problema? Ritengo sia una soluzione poliziesca. Perché non riflettere sul modo in cui gli insegnanti vengono reclutati?”

Problema femminile

La notizia somiglia a molte altre provenienti dal mondo della scuola, “ma è un problema che ha degli indicatori quasi esclusivamente femminili: possiamo parlare di usura, sovraccarico, del lavoro. Una persona non più giovane che ripete quotidianamente gesti e azioni può anche avere forme di stress, di contro non c’è ricambio generazionale.”

La crisi della scuola

Maestra maltrattante in provincia di Reggio Calabria: è l’ennesima insegnante che dimostra di non saper gestire una situazione difficile, quale quella degli insegnanti è. Occuparsi di venticinque bambini non è facile, e soprattutto non è un lavoro per tutti. “Molti precari chiedono di poter lavorare, chiediamo che il reclutamento nuovo non sia una totale apertura dei cancelli, ma che verifichino la capacità attitudinale degli insegnanti. La scuola è in crisi e per troppo tempo è stata considerata la camera di compensazione, rispetto al mondo del lavoro, rispetto a certe lauree, certi indirizzi – si è congedata Angela Nava – è importante investire anche sulla formazione in itinere, vogliamo ridare alle scuola la capacità di orientare le insegnanti su cosa formarsi, come formarsi.”

 

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