Attualità

Ius soli e ius culturae: riaperto il dibattito.

La neo Ministra della Famiglia Elena Bonetti ha riaperto il dibattito in merito alla cittadinanza dei figli stranieri, al fine di poter godere degli stessi diritti degli italiani anche i bambini nati in Italia da genitori immigrati. A questo proposito torna ad intervenire ai nostri microfoni anche Marwa Mahmoud  di Italiani Senza Cittadinanza e neo consigliera PD al comune di Reggio Emilia.

La situazione attuale

“Riguarda oltre un milione di bambini che da settembre si ritrovano ad affrontare l’anno scolastico e tutti i gradi della scuola italiana senza avere però la cittadinanza e queste ne consegue una seria di limitazioni. Quello che il nostro movimento richiede ormai da anni è che venga riconosciuto il diritto di cittadinanza ai figli dei migranti, di coloro che sono regolari in Italia ma ai quali non viene riconosciuto questo diritto per una legge obsoleta degli anni 90 che per una mancata volontà politica reale non si è mai voluta riformare.”

Le difficoltà dei ragazzi senza cittadinanza italiana

“Nella lettera che ho scritto al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte riportata da La Repubblica ho fatto degli esempi concreti: se nasci e cresci in italia da genitori stranieri non sei comunque al pari degli altri compagni di scuola perché non puoi partecipare a una gita o non puoi andare all’estero perché non si ha il passaporto italiano e questo è uno degli aspetti più drammatici come è triste il fatto che non si possa partecipare a un programma Erasmus sempre per lo stesso motivo. Poi ci sono tanti altri aspetti che si palesano quando si cresce come ad esempio l’impossibilità a partecipare a concorsi pubblici o dover scegliere un’Università dove non è richiesta poi l’iscrizione a un albo nazionale. Non ci si può traferire all’Estero per programmi di studio oppure quando si arriva alla maggiore età non si può votare ed è paradossale perché ci si ritrova in Italia a versare le tasse regolarmente e a non poter però decidere chi deve amministrare il Paese e questo è il grande paradosso della Legge.”