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Aggressione a Primavalle (M. D’Amore): “In gruppo ci sentiamo più forti”

Aggressione a Roma sul 46, l’autobus che collega Piazza Venezia a Primavalle. Venerdì sera, dopo le 23, una baby gang ha reagito male ai rimproveri dell’autista, fino a provocargli una frattura al naso. “Non esistono più le gerarchie di una volta, basate sul rispetto. Gli adulti vengono vessati, prevaricati, da ragazzi molto giovani – ha osservato il professor D’Amore, a Tutto in Famiglia, su Radio Cusano Campus – in branco si adottano comportamenti diversi da quelli che adotteremmo singolarmente, un bravo psicologo parlerebbe di sindrome dello spettatore.”

Tentativi di emulazione

Aggressione notturna alla periferia di Roma, sarà stato tutto un caso? Il bus sul quale sono saliti i ragazzi, l’autista vessato. La rete incredula si chiede com’è potuto succedere! “E’ un tentativo di emulazione prettamente culturale, veicolato dai mezzi di comunicazione. Il tentativo è quello di imitare modelli culturali sbagliati, il più delle volte basati sulla prevaricazione, sulla violenza. Come nella giungla, vince il più forte sul più debole – ha sottolineato D’Amore – per ragazzi come loro la socializzazione non è mediata dagli adulti, se la creano da soli coi new media. I nostri genitori ci insegnavano come ci si doveva comportare in pubblico, oggi non accade più, e si arriva all’esasperazione.”

L’episodio dello scorso venerdì, ad esempio, “se rimane impunito può scatenare l’emulazione – si è congedato il prof. D’Amore – se non riconosco l’autorevolezza in una persona più grande la delegittimo, la considero un pari e posso permettermi di far valere la legge del più forte. L’autista ha tentato di imporre la sua autorevolezza, ma è stata disconosciuta dal gruppo, che si è fatto forza prevaricando. L’aggressività, oggi, è vero che è aumentata, ma è anche vero che viene più vista che in passato. I femminicidi sono sempre esistiti, pensare che siano aumentati è irrispettoso nei confronti dei casi che non sono stati portati alla luce.”

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