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Terra dei fuochi, l’appello dei cittadini alla politica: “Basta promesse, vogliamo i fatti”

Sergio Pizzo, membro della coalizione sociale “Stop biocidio”, è intervenuto a Radio Cusano Campus, nella trasmissione “Cosa succede in città”, condotta da Emanuela Valente, per denunciare i roghi tossici che da oltre vent’anni rendono irrespirabile l’aria delle province tra Napoli e Caserta, la cosiddetta Terra dei fuochi. Tutte le notti vengono sversati rifiuti di ogni tipo, soprattutto tossici e pericolosi, ai quali viene dato fuoco. Odore nauseabondo di stoffe bruciate, filtri di carburatori, pneumatici, barattoli di vernice, amianto a cielo aperto, immondizie da casa.

La lotta dei cittadini

I cittadini sono esasperati, non vogliono più respirare diossina, non vogliono vivere con la paura di ammalarsi di tumore e morire, non vogliono vivere con il terrore che i propri figli, i propri cari possano morire. Da anni gli abitanti combattono contro il fenomeno dei roghi tossici che, nonostante le continue denunce, non si è mai placato. La politica è sorda e la camorra sguazza nell’immobilismo di chi dovrebbe difendere i cittadini e la loro salute. Gli abitanti della Terra dei fuochi si sentono abbandonati. La coalizione sociale “Stop biocidio” non smette di lottare e di scendere in piazza. L’ultima manifestazione pochi giorni fa ad Acerra, nel napoletano, uno dei territori con i maggiori picchi di mortalità per tumore. Acerra è anche la città sede dell’inceneritore della Campania che brucia oltre 700mila tonnellate di rifiuti all’anno.

“Stop biocidio” e la battaglia dei cittadini

“Più che arrabbiati siamo incazzati! Da genitori siamo preoccupati che i nostri figli possano ammalarsi e morire. Venite nei nostri cimiteri a vedere quanti bambini sono sepolti lì. Quei bambini non dovrebbero stare lì, dovrebbero giocare nelle piazze delle nostre città. Viviamo quotidianamente questo dramma”.

I roghi tossici

“Dall’emergenza rifiuti di vent’anni fa non è cambiato niente. L’unica cosa che hanno fatto è stata costruire l’inceneritore, poi si è fermato tutto. Sappiamo ormai che le emergenze sono il bancomat di tanti politici, di tanti camorristi collusi con la politica. Noi ogni giorno subiamo i fumi tossici. La notte è spaventoso, ci chiudiamo in casa con i bruciori alla gola, l’aria è irrespirabile. Ogni giorno tantissime sono costrette ad andare al pronto soccorso. Sembra di essere in guerra.

I rifiuti

“Vengono bruciati rifiuti di ogni tipo, dagli scarti delle stoffe a quelli delle calzature. E’ l’opera scellerata di alcune aziende dell’hinterland napoletano e casertano che smaltiscono in nero i rifiuti, senza nessun controllo. Di notte arrivano furgoncini di privati che per 20/30 euro prendono i rifiuti delle fabbrichette e poi li bruciano per eliminare ogni traccia, ogni provenienza”.

Le promesse non mantenute dello Stato

“Non è possibile che da vent’anni non si riesca a trovare una soluzione. Fanno tutti delle grandi promesse e poi il vuoto. Ad ogni campagna elettorale sindaci, Governo e Regione si mettono la medaglia sul petto e promettono che risolveranno questa questione. Intanto qui si continua a morire”.

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