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Il monito del Prof. Becchi sulla strada che l’Italia sta per percorrere: “Ride bene chi ride ultimo”

Il monito del Prof. Becchi sulla strada che l’Italia sta per percorrere: “Ride bene chi ride ultimo”

Il sogno del docente è lo stesso che aveva Gianroberto Casaleggio: l’elezione di un uomo comune a prossimo Presidente della Repubblica

 

Professor Paolo Becchi, vorremmo sapere un suo pensiero sulla crisi di governo. Il dibattito dall’ottica della Lega pone una domanda: Salvini si è mosso troppo tardi o prima?

“Mi sembra una cosa del tutto inutile. Lui ci ha provato: è stato un blitz, che si è dimostrato un fallimento. Ora si tratta di vedere come uscirne. Mi sembra giustificato, perché ha vinto le elezioni europee, ha visto che non riusciva a cambiare. Ma il responsabile della crisi è Conte, non Salvini né di Maio. Lui è sempre stato un uomo del P.D.: lavorava nel caso della Von der Leien, lo abbiamo visto nei suoi dialoghi con la Merkel”.

E’ la prima volta, che sentiamo una chiave di lettura del genere.

Becchi ha una sua idea, all’apparenza singolare, sommaria: “Non leggo Repubblica, quindi riesco ad avere quasi un pensiero normale…”

Non è che facciano il lavaggio del cervello.

“Io cerco di ragionare col mio. Chi è Conte? Come mai è arrivato lì? Lasciamo perdere i rapporti col Vaticano. E’ l’uomo dell’Alpa, che è una potenza assoluta e le potenze assolute sono quelle di cui nessuno deve parlare, scrivere”.

Chiunque governi è vicino, ai poteri forti.

“Sicuramente questo è vero ma non è stato eletto da nessuno. Quando si è arrivati alle elezioni europee, ha fatto il suo gioco. Ha fatto in modo che la Lega non ottenesse nulla e che i 5 Stelle avessero la vicepresidenza del Parlamento. Senza Conte la Von der Leyen non sarebbe al suo posto: è passata per pochissimi voti. Tutto questo è una sua creazione”.

Dice che Salvini è stato costretto?

“Era libero di fare ciò che voleva. Conte stava già creando una maggioranza alternativa, come del resto ha fatto votare i 5 Stelle. Secondo me è un capitolo chiuso. Quelli che oggi scrivono Lega perdente, in ginocchio, catastrofe, debbo dire con tutta franchezza che la partita non è per niente chiusa”.

Lo stesso pensiero espresso a Radio Cusano Campus da Garavaglia. Boccia ha parlato di un’alleanza da costruire addirittura per le elezioni locali, tra PD e 5 Stelle. La Fattori ha detto che non ci sarebbero problemi. Lei ci dice che non è tutto scontato. Come lei ha pronosticato bene sulla Von der Leyen, poi vennero a mancare i voti dei Verdi. E lei azzeccò sull’utilizzo dei voti dei 5 Stelle.

“Leggo i giornali tedeschi, non quelli italiani, e su quelli era emerso chiaramente che i Verdi non avrebbero votato, e che parte della socialdemocrazia neanche. Mi sono fatto due conti e solo grazie alla Ministra Trenta e Conte sono riusciti a far eleggere la Von der Leyen; e questo ha creato grosse irritazioni, nella Lega, marginalizzata. Conte ha giocato la sua partita, che non è la partita del Movimento Cinque Stelle. Non ci azzeccherò come sulla Von der Leyen la partita è ancora aperta. Perché c’è la possibilità di ricucire ancora nonostante ci siano numeri e trattative; però sono stato grillino, lo sapete, iscritto al Movimento, senza avere nessuna carica. C’era un periodo in cui mi sentivo quotidianamente, con Gianroberto Casaleggio. Uno che ha seguito l’inizio del Movimento”.

Cosa direbbe, Casaleggio, di un’alleanza con il PD?

Becchi dice con chiarezza: “Mi diceva: “Guarda, Paolo, se la rete decidesse una cosa del genere, io esco dal Movimento!”. E mi permetto di dirlo non perché sia morto ma perché c’è una sua intervista in cui lo ha detto. Quando c’era la trattativa con Bersani, se leggete i miei post di allora, ero contrario. Credo sia completamente contro natura, un governo Cinque Stelle-P.D.”.

Lo era anche l’alleanza con la Lega, contro natura…

“Questo no perché sono due movimenti diversissimi ma complementari, nel senso che uno insisteva su un sovranismo identitario, e l’altro su un sovranismo più sociale. Insieme veniva fuori una sintesi. Nei primi mesi funzionava. Quando si è cominciato a mettere in mezzo Conte le cose sono precipitate. Conte crede di no ma è in fuorigioco. Ha creduto col discorso che faceva, ma Zingaretti chiede discontinuità”.

E allora, la soluzione?

“Credo che ci vorrebbe una mossa di Salvini, che ci sorprende con mosse eclatanti. Se poi crede che è meglio stare all’opposizione, sarà una sua valutazione politica. Ho lanciato l’hashtag #nuovogovernogialloverde, e vi assicuro che è una possibilità reale. Se Salvini la trova lo sapremo nelle prossime ore. Ma coloro che danno la Lega per emarginata, finita, che lui dovrà lasciare il Viminale quasi godendo del fatto; non riesco a capire come si possa godere. E’ l’unico che ha cercato di contrastare, magari anche esagerando, un’invasione continua. Chi è che può pensare una cosa del genere, nel nostro Paese? E’ pazzesco. Secondo qualcuno avrebbe già fatto i pacchi o che dice “meno male che li sta facendo”. Vedremo. La situazione è ancora aperta ma sarà Salvini, a decidere”.

Un governo del genere con PD e Cinque Stelle, che non dura tre anni e mezzo farebbe lievitare le percentuali di Salvini con l’aiuto della Meloni.

“Attenzione perché nel 2022 c’è l’elezione del Presidente della Repubblica, e quella è una scadenza importante. E sappiamo già chi sarebbe, nel caso di una alleanza PD-Cinque Stelle, il Presidente…”.

Prodi!

“E’ una mia valutazione personale ma sarebbe la rovina totale del Paese. Se c’è una persona che ha distrutto prima l’IRI poi l’Italia, è stato Prodi”.

Chi le piacerebbe, nel caso di un governo di centrodestra?

“Sai quale sarebbe il mio sogno? Quello che era lo stesso di Gianroberto Casaleggio: un cittadino italiano qualunque, uno che abbia il buon senso, che abbia fatto la vita dignitosa nel proprio paese, che abbia lavorato dignitosamente. La politica deve tornare nelle mani dei cittadini. Un cittadino che abbia un minimo di competenza, un cittadino che abbia fatto la sua vita nella società civile, non necessariamente un politico. Un cittadino normale, che sappia che è importante rappresentare l’Italia, svolgendo un ruolo esclusivamente rappresentativo, formale, dell’unità nazionale, di mediazione che è anche necessaria, per le consultazioni. Mi sembra che Mattarella si stia comportando in maniera diversa, da Napolitano”.

Sulla differenza di impostazione tra i due Presidenti della Repubblica Becchi va giù diretto: “Cosa avrebbe fatto, Napolitano? Avrebbe richiamato Monti e ce lo avrebbe messo lì. Il governo lo faccio io. Mentre per fortuna Mattarella non sta facendo la stessa cosa, e sta cercando una soluzione. Tutti dicono: andiamo alle elezioni. Per poter capitalizzare, lo capisco. Ma un Presidente della Repubblica deve valutare se c’è una maggioranza politica per governare il paese. Qui ne abbiamo due. Il Presidente ha detto: o mi si presenta una maggioranza politica non un’ammucchiata o si va alle elezioni. Non è che Mattarella debba trovare un’altra maggioranza: deve solo verificare se c’è, una maggioranza”.

Abbiamo votato solo un anno fa o poco più…

Becchi conclude: “Non è detto che si debba tornare al voto, quando hai una maggioranza che può essere ricucita, o una nuova maggioranza 5 Stelle-PD. Si decide oggi e di lì si saprà cosa diranno Salvini e Di Maio. A tutti quelli che dicono che la partita è chiusa: ride bene chi ride ultimo”.