Politica

Beneamati: “Alitalia in stand-by, Ilva situazione delicatissima”

Beneamati (Commissione per le Attività Produttive della Camera) a Radio Cusano Campus: “Alitalia in stand-by, Ilva situazione delicatissima”

E’ intervenuto in diretta l’esponente del Partito Democratico, preoccupato per alcune situazioni legate all’occupazione e all’economia: “Gli italiani hanno bisogno di idee, chiarezza, trasparenza”

 

Di lavoro, economia e politica Radio Cusano Campus ne ha parlato con Gianluca Beneamati, Vicepresidente della Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati.

L’intervista – Parliamo di lavoro. C’è stato un comunicato congiunto dei sindacati, tra chi stava discutendo il contratto e su quanto pesasse, questa crisi, per i lavoratori. Cosa sta rischiando, l’Italia?

“Molto. Sta creando dei problemi alle attività produttive, all’industria, allo sviluppo. Un aumento dell’IVA, con 23 miliardi, con queste clausole di salvaguardia che abbiamo dal 2011, e che sono state rinforzate, con la manovra di bilancio dell’anno scorso. Sarebbe un disastro, per l’industria e per il lavoro italiano, perché lo sviluppo si basa sul mercato interno. Ci sono tante crisi, che restano appese. Come la Whirlpool, avrà presente la situazione Alitalia, dove siamo in stand-by, il tema dell’Ilva, che è in una situazione delicatissima; decine di migliaia di lavoratori fra diretti e indotto, in un comparto importante come quello dell’Acciaio. Si è accesa una polemica tra chi ha acquistato l’azienda e il Governo”.

Per la vicenda dell’immunità giudiziaria si sta discutendo…

“Per quella che era la protezione giuridica nelle azioni messe in atto nel passato  rispetto alla sanatoria che si fa con l’autorizzazione integrata ambientale. Cioè si mette a posto una situazione e gli attuali proprietari sanano tutto senza essere richiamati alla responsabilità del passato. Ma c’è stata una differenza di bisogno tra il Governo e la nuova proprietà, cosa che va chiarita al più presto. Poi c’è bisogno di misure per la ripresa; siamo l’unico paese, in Europa, dove la crescita prevista ha toccato lo 0,1%. A giugno abbiamo il dato sulla Cassa Integrazione Straordinaria, rispetto al 2018, che è raddoppiata. Significa che le aziende fanno fatica, il lavoro diminuisce e il reddito dei lavoratori pure. Questo è il motivo della crescita bassa rispetto alle altre nazioni d’Europa”.

La pietra tombale per l’Italia. A ottobre c’è da fare il DEF, non sappiamo quale governo lo farà. E ottobre è dopodomani, siamo arrivati.

“Credo che una parte delle ragioni di questa crisi vadano trovate, dal punto di vista della Lega, nelle promesse fatte e nella difficoltà di realizzarle. Mettere in campo una manovra di bilancio che vede non fare aumentare l’IVA per 23 miliardi, che altrimenti aumenta. Ma se non ci sarà una operazione per bloccare questo aumento il 1° gennaio 2020…. Poi promettere 30 miliardi di tassa piatta, flat-tax, sono promesse abbastanza difficili, da mantenere. Se vogliamo fare un confronto con gli ultimi anni, nel 2017 6 mesi sono stati di Governo Gentiloni, 6 mesi di Governo Conte, ci sono stati 6 mesi in cui la crescita era l’1,6% e la pressione fiscale diminuiva”.

Beneamati va in profondità, nell’analisi: “Le poche risorse che ci saranno devono far ripartire il Paese, che creino il lavoro e opportunità per i giovani, anche perché tutti gli investimenti, le grandi quantità di danaro mosse per la Finanziaria 2019 per il Reddito di Cittadinanza, non hanno prodotto quella crescita che la maggioranza di governo si attendeva, ma anzi ci hanno portato ancora di più in difficoltà”.

Però quella misura hanno aiutato quelli che erano in difficoltà, Onorevole Beneamati. Quella legge come critica, era di sinistra, e l’avrebbe dovuta fare il Partito Democratico.

“Spesso è un problema nostro: sul reddito di cittadinanza, la discussione non è stata sull’introduzione di questo strumento ma su come questo strumento andasse introdotto. Si à venuto a configurare come uno strumento di politica attiva del lavoro, come ammortizzatore sociale, per un aiuto a trovare lavoro per chi non lo aveva. Si è verificato dopo che nella legislatura precedente avevamo introdotto un processo di reintroduzione lavorativa. Abbiamo cancellato il Reddito di Inclusione, 2 miliardi e mezzo gestiti attraverso i territori, coi Comuni che conoscono la vera realtà delle persone in sofferenze. Abbiamo dovuto assumere i Navigator, anch’essi precari, per trovare lavoro a queste persone”.

La Lega ha fatto capire che il R.d.C. scomparirebbe completamente: cosa ci faremmo, coi Navigator? C’è stato il concorso con gente venuta da tutta Italia. Pensate che beffa sarebbe, per loro…

“Su questa crisi ci sono parole in libertà. Una crisi dichiarata sulle spiagge di Milano Marittima, senza che vi fossero avvisaglie. Con Conte che si doveva dimettere in misura extraparlamentare. Si verificherà in Parlamento la situazione reale rispetto alle persone elette dal popolo. E’ cominciata già la girandola delle promesse incredibili, sulle quali potrei aprire un libro. Datemi pieni poteri, cancelliamo il R.d.C….”.

C’erano parole d’amore, neanche un anno fa, tra Di Maio e Salvini. Le voglio chiedere quale sia la posizione sull’apertura ai 5 Stelle. Da una parte c’è Calenda, tuttavia, da altre parti, la Boschi ha detto che pur di non vedere 5 anni di Salvini e delle Destre. Cosa ne pensa? Altri direbbero che si abbasserebbero, i vostri consensi.

Beneamati afferma: “Questa crisi per come si è proposta avrebbe il voto, come soluzione naturale: mi sembra sia maturata questa cosa solo per volontà della Lega. Domani vedremo cosa succede, ascoltando le parole di Conte e i pensieri di Mattarella. L’unica possibilità è un esecutivo largo, che abbia il profilo di questa legislatura. Non c’è solo la sterilizzazione dei 23 miliardi di IVA, ma tutta una serie di misure per far crescere questo paese. Posso dire che quando la Sinistra è intervenuta per governare, negli ultimi 20 anni, lo ha fatto per riparare le cose fatte da altri come nel 2011 con la crisi del 2012. Il contratto è stato mettere insieme i desideri e i sogni e le promesse di due partiti politici, che hanno prodotto un sacco di spesa e la realtà del Paese è quella che è”.

Beneamati dettaglia le cose da fare: “Se ci sono le condizioni su 4-5 punti, il lavoro, lo sviluppo sostenibile, l’istruzione, la ricerca, l’innovazione, la sanità, la scuola, ha un senso, anche per l’impellenza della situazione che sta vivendo il Paese. Sennò è difficile, andare avanti. Penso che serietà impone che non solo gli organismi del partito si pronuncino su questo. Dovremo ascoltare i nostri iscritti e la nostra base perché è un passaggio che merita”.

Chiedere, quindi, alla base…

“Siamo un partito organizzato, abbiamo delle strutture territoriali e gli strumenti”.

C’è paura, di sentire la base? Mi pare che la maggior parte degli elettori P.D. non siano molto entusiasti, di un’alleanza con i 5 Stelle.

“Lo vivo, il mio territorio, Bologna, c’è un dibattito vero perché c’è la consapevolezza che sia uno snodo importante. La crisi ha fatto un salto di qualità perché la Lega ha questi contatti con la Russia di Putin. La differenza della qualità della proposta di Salvini che vuole volare alle urne chiedendo pieni poteri, ha aperto un dibattito da noi: si è alzata la qualità e la consapevolezza del dibattito, che va ascoltato. C’è la strada del voto, che è la via maestra. C’è la possibilità di un accordo, che però deve essere alto e ampio”.

L’analisi va in profondità: “Il vero momento della crisi di questo governo non lo individuo nei dissapori personali tra i due vice-premier, ma in un dato politico. Quando in Europa si vota in maniera differente sulla presidenza della Commissione, quando autorevoli esponenti della Lega vicini al segretario indicano come nell’uscita dall’euro e nel ritorno alla lira, la sanatoria economica di tutti i mali; e nell’altro movimento la visione europea è molto diversa, è stata la vera frattura politica di questo governo, al di là dei personalismi. Ed è per questo che, pur avendo il voto come riferimento, occorre verificare se in Parlamento ci sono delle condizioni serie, per un governo serio, che abbia una durata ragionevole da potere fare politica di crescita e sviluppo che riportino questo Paese in condizione di navigazione migliore di quella in cui si trova oggi”.

Beneamati aggiunge: “Chiaro che questo non si fa in 6 mesi. Se non ci sono queste condizioni, ci si presenta agli italiani, che sono i detentori, gli unici detentori della sovranità in questo paese, e che la esercitano nelle forme e nei modi previsti dalla Costituzione, per chiedere il loro parere. Non vedo altre vie, ad oggi. E’ un pensiero molto stretto. Credo che la politica dovrebbe essere molto trasparente e molto chiara. Perché che gli italiani abbiano bisogno di questo: chiarezza, idee e trasparenza”.