Salute e benessere

Disabilità: l’ascensore e il perduto senso di umanità

Disabilità

L’ascensore e il perduto senso di umanità

Scrive per noi il Delegato del Rettore dell’UniCusano per la Disabilità, il Prof. Federico Girelli: e lo fa con efficacia. Incidendo in profondità su un tema assai delicato: le persone bisognose di assistenza

 

 

La cronaca estiva ci consegna episodi di cui avremmo fatto volentieri a meno.

A Roma in un condominio viene affisso un cartello con insulti irripetibili nei confronti di un signore che, per via di uno sforzo eccessivo fatto mentre lavorava, ha perso l’uso delle gambe. Erano in corso gli interventi necessari per la messa a norma dell’ascensore in modo da poterlo utilizzare anche con la sedia a rotelle. I tempi tecnici dell’operazione sono stati evidentemente mal tollerati da qualche vicino di casa di questo signore, padre di due figli. Sua moglie, sgomenta, di suo pugno ha risposto per le rime scrivendo direttamente sullo stesso cartello quel che pensava di questo anonimo cultore del turpiloquio ed ha anche (giustamente) sporto denuncia nei confronti di ignoti: confidiamo che la giustizia faccia celermente il suo corso. È inaudito che ancor’oggi si verifichino episodi come questi, estranei a qualunque logica e minimo senso di umanità.

Senza scomodare i doveri inderogabili di solidarietà sociale che la Costituzione impone a tutti (articolo 2), è proprio il caso di ricordare come la migliore dottrina sociologica abbia insegnato che nel momento in cui si accolgono, si riconoscono e si valorizzano le differenze, le relazioni tra le persone diventano più autenticamente umane.

Peraltro è proprio la storia personale di questo signore, che suo malgrado si è trovato protagonista di questa triste pagina della cronaca romana, a testimoniare come la disabilità sia una condizione che può interessare chiunque di noi.

Il tenore testuale di quel cartello infame è tale che davvero non posso, non voglio pensare che quelle parole esprimano la reale natura di chi le ha scritte: voglio sperare che sia stato il caldo torrido di questi giorni, ad aver dato alla testa a qualcuno; che, se conserva (come essere umano) in sé ancora un minimo di dignità, dovrebbe farsi avanti e chiedere pubblicamente scusa.

È evidente che il cammino per una completa inclusione sociale delle persone con disabilità è ancora lungo. Tanto è stato fatto, ma ancora c’è tanto da fare, da parte di tutti.

Non sarà certamente un po’ di caldo estivo, a fermarci.

Prof. Federico Girelli

Delegato del Rettore per la Disabilità

Università Niccolò Cusano