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Il Professor Cazzola: “Salvini dà fiato alla bocca. Non si mette l’Economia in mano a un pazzo. E’ l’anticamera del Fascismo. Va fermato…”.

Il Professor Cazzola: “Salvini dà fiato alla bocca. Non si può mettere l’Economia in mano a un pazzo. Siamo all’anticamera del Fascismo. Per questo, va fermato…”.

Giuliano Cazzola è intervenuto a Radio Cusano Campus. Uno dei principali pensieri di questo tempo è l’Economia. Si parla di esercizio provvisorio, se le elezioni arrivassero in ritardo. Salvini ha detto: “La nostra legge di bilancio è pronta”!. Quale situazione vede, per i conti pubblici? A ottobre mancano solo due mesi.

“Salvini dice dà fiato alla bocca, perché che lui abbia tutto pronto e tutti i problemi sono risolti, è un modo di fare propaganda irresponsabile. Mi auguro che il Presidente della Repubblica riesca a mettere in campo un governo che se riesce ad avere la fiducia con un’altra maggioranza, faccia delle cose importanti per l’Economia o gestirà lui l’ordinaria amministrazione”.

Il noto docente bolognese spiega in profondità.

“Siamo in una situazione gravissima: peraltro lo stesso Salvini si è accorto di aver fatto il passo più lungo della gamba, e adesso cerca di rimediare”.

Che intende, su questo? Parla dell’incontro con Berlusconi e la Meloni che vorrebbe fare?

“No, ma questa è roba da ridere. Il problema è che lui era sicuro di andare alle elezioni e questa sicurezza non ce l’ha più, questo è il punto! Credo e mi auguro che vada avanti un inciucio, che si trovi un’altra maggioranza seppure incrociando i voti, perché non si può mettere l’Economia a un pazzo! Scusi uno dice: Ho tutte le soluzioni. E uno gli chiede gli chiede…Come trovi i 23 miliardi dell’IVA?”

Dice che ci sono…che sono già previsti, che sono già in vigore. Poi la Flat-Tax per 11 come la fai? Sono tutte chiacchiere”.

Lei è preoccupato, per i nostri conti?

Cazzola va giù in maniera diretta e chiara: “Sì, pensi che dopo l’assestamento di bilancio il Paese aveva molto ridotto lo spread, era ancora su crescita zero, aveva aumentato l’occupazione; si era stabilito un canale di comunicazione con l’Europa. Si era trovato un modo di ragionare per quanto riguarda la futura legge di bilancio. Questo fa uno strappo che non gli riesce e probabilmente non gli riesce, e oggi l’Economia italiana cammina su una fune. Ci sono delle scelte da compiere, c’è il DEF, c’è la legge di bilancio da presentare in Europa”.

Il noto economista emiliano non le manda a dire: “E’ tutto precario. Affidato a un giocoliere che butta per aria da Milano Marittima delle palle, che fa delle affermazione fideistiche. Come si fa a credere a uno che mette già dei numeri così come ha detto in conferenza-stampa? Ora è diventato pure un europeista, dice che lui non ce l’ha più con l’Europa, che i mercati internazionali gli vogliono bene, che garantisce qua, garantisce là. Veramente siamo in mano a un avventuriero irresponsabile”.

Quanto sarebbe pesante, per l’Italia, l’esercizio provvisorio, che sembra uno spettro?

“E’ più che altro un problema di credibilità internazionale; non è mai successo a memoria d’uomo, di grandissima instabilità politica. Sul versante dei conti pubblici si spende quanto entra ma vorrebbe dire la paralisi, che non si farebbe niente, che si lascia l’Economia a sé stessa, poi diciamo per che cosa? Quali sono le alternative che vengono proposte? C’è un signore che dice “Fidatevi di me: voglio i pieni poteri per fare il bene del popolo”. Tenete presente che ha il 17% dei parlamentari italiani. Non è che può vendere i sondaggi”.

Attualmente i partiti più grandi sono PD e M5 Stelle.

“Non è che si può dire che quello che ha fatto con Di Maio fosse un governo del cambiamento, e che se il PD facesse un accordo con il Movimento 5 Stelle sia un inciucio. Anche perché i 5 Stelle, per esempio, rispetto all’Europa, seppur opportunisticamente finché si vuole, ha cambiato posizione. Sono cose che contano, queste, eh?!”.

A proposito di Europa, molti paesi non riescono a sfruttare bene le occasioni vedi l’utilizzo dei fondi europei. Ci sono delle ricerche che sono state presentate nei tempi passati, che spiegano quanto siano incapaci i comuni e le regioni a partecipare ai bandi europei, per spendere quei soldi. Ulteriori scontri con l’Europa, quanto potrebbero pesare? Oggi lo Spread apre a 234 punti.

“E’ un bel po’ rispetto a come era calato dopo l’assestamento di bilancio, anche se siamo in una zona di prudenza; e con questo governo un anno fa eravamo arrivati sopra i 300. Ci sono delle regole, no?! Salvini ha voluto aprire la crisi. Oggi lui è leader di un partito che viene consultato dal Presidente della Repubblica, che ha il pallino in mano. E può fare le consultazioni. Mattarella nel 2018 era arrivato a mettere in piedi un Governo fantasma, con Cottarelli, che aveva una clausola di dissolvenza. Non si vede perché non possa salvare la Legislatura, almeno per quel tempo che serve a fare le cose importanti”.

Questo del DEF di ottobre sarà una delle Finanziarie più importanti degli ultimi anni

Cazzola cita Lucio Dalla: “Come si fa a dire sarà tre volte Natale e festa tutto l’Anno? No, queste sono le cose che ha detto Salvini. Ridurre l’IVA, ecc.: tutto questo in deficit: sono anni che facciamo politica in deficit, ma in deficit di quanto?”

Perché invece bisogna essere presi per mano come i bambini dai tecnici, chiede un ascoltatore? E’ il male assoluto, un governo tecnico?

“E’ il male assoluto ma sono degli sciocchi. L’ultimo governo tecnico che abbiamo avuto ha salvato l’Italia dalla bancarotta. Non è che si può pretendere nemmeno che un commissario straordinario prenda in mano un paese che ha quasi 600 punti di Spread e che faccia chissà che cosa. Questi politici scappati di casa, cosa hanno fatto? La Lega è oggi il partito più vecchio d’Italia. E’ stata decenni al governo. Quale verginità può proporre? E’ stata in tutti i Governi Berlusconi. Ha avuto ministri importanti, anche in Economia”.

Aggiungono gli ascoltatori: allora possiamo salutare la democrazia rappresentativa. In fondo questi rappresentanti sono stati votati soltanto un anno fa.

Cazzola va giù diretto: “Le dico una cosa: Hitler in 5 anni passò da 800.000 a 13 milioni e 700.000 e la Repubblica di Weimar era una delle repubbliche più avanzate che si sono mai viste sulla faccia della Terra. Quindi sa, adesso, il popolo, chiamato a scegliere tra Gesù e Barabba, scelse Barabba! Non dimentichiamolo”.

Non è un po’ esagerato, non è un po’ troppo forte, come paragone?

“No, non è esagerato. Uno che dice: Voglio i pieni poteri! Io sono assolutamente convinto che siamo all’anticamera del fascismo. Che Salvini va fermato per questo! In ballo la partita è questa: salvare la democrazia in Italia”.

E’ chiaro, il suo pensiero. Ne fa anche una questione di tenuta democratica.

Cazzola chiude così: “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita secondo la regola della Costituzione. Questo dice, l’Articolo 1. Non è che dice: appartiene al popolo, che lo demanda al primo venuto, perché faccia quello che gli pare”.