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La crisi di governo, Boldi e De Sica

La sceneggatura scritta dalla Lega in questa legislatura arriva al suo finale. Abbastanza scontato. Nessuno degli spettatori rimarrà sorpreso. Scontato come un finale di un cinepanettone. Con Boldi e De Sica che litigano fuori dal set.  Salvini/ De Sica  dopo aver brillantemente sfoderato sorrisi e battute al Papete beach ha utilizzato l’esperienza di governo e il ruolo di Ministro  per utilizzare la propaganda della sicurezza come strumento di acquisizione  del consenso.  Lo ha fatto  tra un pizzicotto sulle guance alle signore adoranti che lo incitavano e un selfie con ragazze abbronzatissime. A tutte però ricordava che paura fa l’uomo nero, descritto proprio come nelle parodie all’italiana, con l’osso nel naso e il pentolone con l’uomo bianco dentro. Intanto Di Maio /Boldi veniva relegato a spalla, il ruolo piu difficile ma senza la gratificazione del pubblico. La spalla si prende il peso di  tuatta la scena, poi arriva il protagonista che piazza la battuta, magari un  po volgare e dozzinale ma  il pubblico ride e plaude fragorosamente dimenticandosi di chi aveva preparato tutto. Lo sapeva Boldi e lo sapeva Di Maio chi era il più scaltro. De Sica nel cinema ci è nato e cresciuto. Come Salvini nella politica. Il potere conta , non la politica. Anche nel cinema. Fai un bel film, bravo, hai talento ma 200 sale se le prende il cinepanettone, non certo tu. Ora Di Maio lo sa. Ora alla Casaleggio lo sanno e forse invece di studiare algoritmi e saggi sul futuro, dovrebbero prendere in mano il Macbeth o un dizionario politico se hanno ancora voglia di incidere sulla dimensione politica di questo paese. Per ora si sono presi  un peto addosso prima dei titoli finali di questa brutta commedia che ci siamo sorbiti per l’ennesima volta.