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Superenalotto (M. Fiasco): “Il jackpot, impossibile, spinge a giocare”

Superenalotto: nessun 6, né 5+1 ottenuti, il montepremi continua a salire raggiungendo cifre fuori dalla portata di chiunque. 205,4 milioni di euro è la somma che il vincitore, se mai ci sarà, potrà incassare: un numero astratto, quanti sono 205,4 milioni?

Ne abbiamo parlato su Radio Cusano Campus, con Maurizio Fiasco. “Esistono 51 tipologie di giochi, ogni gioco corrisponde ad un profilo socio-culturale diverso. E’ stato decuplicato il tempo e il denaro che gli italiani dedicano al gioco d’azzardo: in passato si spendevano dieci miliardi, adesso se ne spendono 107 – ha osservato il prof. Fiasco – il vecchio lotto, le vecchie lotterie di Capodanno consentivano di agganciare quella somma ad un oggetto di fantasia: lo spider e i cento visoni, c’era una canzone se provate a ricordare!”

Il possibile e improbabile Superenalotto

Oggi, il Superenalotto si presenta improbabile, ma possibile “da un punto di vista astratto. Non probabile in concreto dall’esperienza. Infatti, 208 milioni sono astrattamente possibili alla luce per meri calcoli matematici che però li rendono non probabili. La probabilità è la leva che muove tutto, serve per invogliarci a partecipare ad un Evento Storico. Il jackpot attuale è la leva che spinge a giocare ancora, è una somma che non riusciamo neppure a pensare.” 

“Il vecchio gioco era erotico, ed è finito, l’attuale gioco è pornografico – l’esperto così ha spiegato la differenza tra i giochi di una volta e i nuovi – il jackpot impossibile spinge a giocare, ammazza la fantasia, il pensiero magico, ed è frutto di una pornografia industriale che ha, peraltro, allontanato le élite. I casinò sono in fallimento, e se non hanno ancora chiuso sono in “rosso”. Ogni anno il Comune di Venezia ci rimette decine di milioni. Il gioco industriale è un semplice anestetico somministrato per ridurre il risentimento, l’ansia, la paura.”

L’analisi, dunque, non è positiva per chi sperava di cambiare vita tentando la fortuna, è necessario cambiare ipotesi.

 

Ascolta qui l’intervista integrale