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Alex Corlazzoli: “Apprendere dev’essere un piacere, non un obbligo”

Alex Corlazzoli, dal 3 settembre, in libreria con Sussidiario per genitori. “L’ho scritto pensando a ciascuno dei miei alunni, soprattutto a quelli che non amavano la scuola. L’ho scritto pensando a tutti quei genitori che mi hanno chiesto una mano per far amare la scuola ai loro figli”, così ha raccontato, su Facebook, il suo nuovo lavoro Corlazzoli. 

“La scuola è da sempre noiosa, pesante, ci sono i compiti. Gli studenti sono costretti a passare i pomeriggi a studiare – ha spiegato il maestro Corlazzoli su Radio Cusano Campus, a Campus Estivo – bisogna rendere piacevoli i verbi, la matematica, fare un gioco dell’oca per insegnare le declinazioni verbali. Insomma, è necessario cambiare metodo e rimettersi in discussione, i maestri diventino creativi: imparino a trovare soluzioni diverse, spazi dove lavorare in gruppo, abolire le lezioni frontali, abolire i lavoretti.”

Il capitolo sui lavoretti

Alzi la mano chi non ha mai prodotto lavoretti durante il periodo scolastico? “Nel libro dedico un capitolo all’abolizione dei lavoretti: a Natale, Pasqua, chi non ha una pigna colorata? La parola stessa lavoretto è una diminutio – ha osservato Alex Corlazzoli – i ragazzi devono imparare l’arte: conoscere il cubismo, l’impressionismo, avere un approccio diverso all’arte.”

Abolire i compiti

L’idea di fondo dell’autore, per una scuola nuova, è quella di promuovere la ricerca di metodi nuovi di insegnamento. “Il piacere di apprendere possono trasmetterlo soltanto i maestri che hanno piacere, e voglia, a mettersi in gioco – ha aggiunto l’autore di Sussidiario per genitori – è importante che i bambini a casa abbiano tempo libero: i compiti vanno aboliti.”

 

Alex Corlazzoli, nel suo ultimo libro, spiega come rendere piacevole un sistema che – da sempre – annoia. “Non dev’esserci l’obbligo di leggere, ma il piacere di leggere. Anche leggere la Gazzetta dello Sport va bene – si è congedato così il giornalista de Il Fatto Quotidiano – i genitori devono tornare ad essere i protagonisti della scuola, ed essere un esempio per i figli.”

 

Ascolta qui l’intervista integrale