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Daniela Moschetto, Maratoneta, Orgoglio di Sicilia e Dotta in Psicologia!

Daniela Moschetto, Maratoneta, Orgoglio di Sicilia e Dotta in Psicologia!

L’intervista a una determinata sportiva di Pedara (Catania), appena laureata e “catapultata” negli studi dell’emittente marconiana dell’Università Niccolò Cusano, Radio Cusano Campus. Se l’è cavata bene, in occasione del suo primo intervento davanti a un microfono. Come in corsa…

 

Una ragazza di Sicilia, fiera, decisa, si è appena laureata in Psicologia Clinica. E’ giovedì 18 luglio. Donna di 28 primavere, elegante in vestito rosso, arriva negli studi di Radio Cusano Campus con il simbolo dell’ottimo risultato accademico che le cinge il capo (vedi foto).

Daniela Moschetto, la tesi di laurea ottenuta qualche minuto fa. Su cosa è imperniata?

L’atleta di Pedara, provincia di Catania, esordisce così: “Mi sono appena laureata, meno di un’ora fa, anche meno: con tanta gioia ho avuto l’opportunità di realizzare la tesi di laurea intitolata sul “Valore del Movimento”, con relatore il Professor Giuseppe Vercelli. Magari la espongo”.

Non è semplice praticare Sport e Studio, un gran binomio. Hai fatto le mezze maratone. Sono comunque impegnative: di quale distanza parliamo?

“Parliamo di quasi 22 chilometri, uindi tanta roba, sì sì. Mi sono approcciata a questa disciplina meno di due anni fa. Lavoravo già in un contesto sportivo, con la Virgin Active, pertanto ho incontrato il mio preparatore agonistico, Antonio Recupero, che ringrazio tantissimo. Mi ha proiettata verso questa disciplina, e me ne sono completamente innamorata”.

Ci sei arrivata anche tardi: di solito l’Atletica si comincia in età scolare…

“Fitness, nulla di agonistico, poi tanto sport acquatico, tipo WindSurf. Da siciliana ho colto l’ebrezza del mare. Poi incontrando questa persona, mi sono avvicinata alla maratona. Ad oggi ho fatto solo preparazione atletica per le mezze maratone. Lo scorso anno ho partecipato alla Notturna di Roma, bellissima”.

Quanto tempo ci vuole, a prepararla?

“Avendo un pregresso sportivo l’ultima gara cui ho partecipato l’ho preparata in due mesi, non tantissimo. Ma per chi vuole raggiungere tempi soddisfacenti ci vogliono sei mesi”.

Come ci aveva detto Giorgio Calcaterra. Qual è il tuo rapporto con la fatica, prima di andare nel dettaglio della tesi?

“Ci vuole tanta testa, quando si corre. Gli allenamenti sono lunghissimi, i chilometri scorrono, scorrono per cui arrivi a una fase in cui cominci ad immaginare, vai tanto con la visualizzazione mentale, ti metti in testa l’obiettivo da raggiungere. E corri, corri, corri però quello che succede è una stato di suggestione totale, di immersione totale in quello che stai facendo. Almeno questo è quello che vivo io, per cui mi immergo nell’azione che stai svolgendo. Il tempo scorre e diventa come uno stato di grazia!”.

Quali sono state le tappe più importanti di questa tesi che hai costruito con sacrificio, con tenacia, con fatica?

“La tesi nasce per la mia passione legata allo Sport. Poi ho approfondito questa passione alle tematiche che studio quindi alla Psicologia. La tesi parla degli aspetti anche di personalità dell’individuo sportivo. Abbiamo trattato questo, nonché le emozioni che si vivono nello Sport, le caratteristiche, di personalità, parliamo di narcisismo, di essere sociale, di senso di dominio, parliamo di determinazione, di autocontrollo; autocontrollo che è fondamentale, della gestione delle emozioni, quando si fa uno sport così impegnativo. La gestione dello stress, stress causato anche dagli allenamenti, perché comunque un allenamento richiede all’organismo di adattarsi continuamente a degli stimoli per migliorare le proprie capacità prestative. Pertanto assolutissimamente è importante dover sviluppare queste strategie, che ci permettono di fronteggiare questo stress, altrimenti si va a creare proprio un logorio a livello psicologico e fisiologico”.

Così i risultati vengono meno: “Sì, vengono meno”.

Durante l’intervista lo spazio radiofonico viene spartito e diviso con i Mondiali di Nuoto in corso di svolgimento in Corea. E interviene su quanto detto dalla neo-Dottoressa in Psicologia Clinica Christian Zicche, direttore responsabile del seguitissimo sito specializzato nelle discipline natatorie sia open che indorr, www.swimbiz.it: “Dopo “corri corri corri, nuoti nuoti nuoti”, esordisce scherzando il collega piemontese suscitando l’allegria della sorridente Daniela Moschetto. “Complimenti alla vostra neo-laureata, tra l’altro con un professore che è un caro amico, un docente torinese, il Professor Vercelli. E vabbè”, dice con grande orgoglio il buon Christian!

Tornando alla specifica questione della dotta maratoneta di Pedara…

Quali altri argomenti sono stati trattati, nel tuo percorso di laurea?

“Un altro argomento importante è la gestione dello stress: sono tutte quelle tecniche importantissime, legate al rilassamento, allo yoga, la meditazione, tecniche di respirazione, di visualizzazione, sono fondamentali, per gestire quei momenti di stress, lo dico per esperienza personale, soprattutto negli allenamenti”.

Può essere gioia, correre?

Daniela dice, sicura: “Assolutamente sì, è gioia immensa, in una gara o anche in allenamento. Il momento finale, quando hai finito delle ripetute – dice col sorriso -, vedi l’arco dell’arrivo: o comunque quando ti vengono a mettere la medaglia al collo, allora lì, lì è davvero gioia immensa. Il fatto di aver completato il percorso, a prescindere dal tempo che impieghi, ti scatta l’emotivo a palla, e raggiungi davvero un’emozione forte, molto forte”.

Alla fine di questo percorso di laurea in Psicologia, qual è il prossimo traguardo professionale?

“Sicuramente quello che farò nei prossimi mesi sarà tutto lo step del tirocinio, che mi porterà all’abilitazione. Quello che sogno è di lavorare nel contesto clinico anche se voglio riuscire ad abbracciare l’ambiente sportivo, perché la parte conclusiva della mia tesi è proiettata su questo. Quello che desidero è riuscire ad applicare ciò in tutti i contesti sportivi che purtroppo non sono completamente slegati dai protocolli rigidi nel voler soltanto andare a migliorare la prestazione fisica, dell’atleta. Piuttosto la cosa che auspico è voler far comprendere quanto sia importante tenere in considerazione le richieste psichiche-emotive nella gestione delle ansie, dello stress, di tutti i fattori che possono creare dei disturbi, in maniera tale che si possa comprendere il sano valore del movimento, e comprendere quanto una disciplina, sia bella da vivere, pur avendo tutti gli aspetti stressanti legati a essa”.

“Sì, quello che vorrei è proiettarmi a uno sprint di Triathlon: Nuoto, Bike e Corsa, insieme!”.

Corri, Daniela, corri. Ne hai la giusta motivazione, la grinta, la tenacia, l’orgoglio. Corri, ragazza, corri, con tutto l’impegno di ogni giorno, dei viaggi per il traguardo accademico conseguito, e dei singoli chilometri percorsi su strada. Con il passo di maggior rilievo che è quello dell’amore per la vita!