Politica

Donato (Lega): “La crisi la vuole chi chiede di mettere alla gogna Salvini”

L’europarlamentare della Lega Francesca Donato è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano: “Crisi di governo? La crisi di governo la vuole chi porta avanti la richiesta di mettere alla gogna mediatica il ministro dell’Interno perché qualcuno ha registrato qualcun altro che diceva delle cose tutte da verificare. Questa è una cosa ridicola che dimostra che è il nostro alleato che vuole sfilarsi. Von Der Leyen? Quello del M5S non è stato un tradimento tanto nei confronti della Lega quanto nei confronti degli italiani. La Von Der Leyen è la più grande assertrice dell’austerity. La Von Der Leyen vuole fare gli Stati uniti d’Europa, che vuol dire accentrare al massimo il potere in Europa nelle mani della dirigenza tedesca e francese, esautorando completamente l’Italia. Il M5S ha impedito che si mandasse all’aria l’asse franco-tedesco. Noi prima del voto siamo rimasti sul vago per evitare che la sinistra non la votasse solo per andare contro la Lega. Al M5S hanno dato un contentino, con la vicepresidenza a Castaldo. Hanno privilegiato le poltrone. Se indicassero me come commissario alla concorrenza? Più facile che nevichi a Palermo in agosto”

Sull’elezione di Von Der Leyen e le polemiche col M5S

 “A mio avviso quello del M5S non è stato un tradimento tanto nei confronti Lega quanto nei confronti dei propri elettori, dei cittadini italiani. La Von Der Leyen è la più grande assertrice dell’austerity, è stata ministra del governo Merkel portando avanti la linea politica che i 5 Stelle hanno sempre avversato, la maggioranza dei tedeschi non l’avrebbe voluta come presidente della Commissione UE perché si è dimostrata inadeguata nei ruoli che ha ricoperto nel suo Paese. Lei ha espressamente manifestato l’intenzione di portare avanti un’agenda europeista, non ha mai detto una parola sulla flessibilità dei conti pubblici. Il M5S ha impedito che si mandasse all’aria l’asse franco-tedesco. Ora la Germania ha direttamente la presidenza della Commissione UE e la Francia verosimilmente avrà la presidenza della BCE. Tutto ciò poteva essere messo in discussione se i 5 Stelle non avessero sostenuto la candidata del PPE, della sinistra e dei Verdi”

Salvini all’inizio era possibilista sull’elezione di Von Der Leyen?

Salvini sapeva che da parte della delegazione della Lega al Parlamento Europeo c’era una disponibilità ad ascoltare le intenzioni della Von Der Leyen, quindi laddove ci fosse stata una particolare svolta su certe tematiche si sarebbe potuto valutare. Ma non c’è stata alcuna disponibilità, tant’è che lei si è anche rifiutata di parlare direttamente col nostro gruppo Identità e democrazia. Se si fosse diffusa la voce che noi l’avremmo votata, non l’avrebbero votata molti della sinistra. Quella di rimanere vaghi è stata anche una strategia, per evitare che la sinistra non la votasse solo per andare contro la Lega. La Von Der Leyen vuole fare gli Stati uniti d’Europa, che vuol dire accentrare al massimo il potere in Europa nelle mani della dirigenza tedesca e francese, esautorando completamente l’Italia. Noi saremo sempre la colonia di Francia e Germania se continuiamo a votare sì di fronte a un’agenda di questo tipo. Al M5S hanno dato un contentino, con la vicepresidenza a Castaldo. Hanno privilegiato le poltrone. La partita del Commissario vedremo come andrà a finire. Se indicassero me come commissario alla concorrenza? Più facile che nevichi a Palermo in agosto. Noi a differenza dei 5 Stelle siamo il primo partito europeo e siamo in un gruppo molto numeroso, quindi lotteremo alla grande e avranno bisogno dei nostri voti per far passare determinati dossier. Solo che noi non abbiamo contrabbandato le nostre idee per delle poltrone”.

Sulla crisi di governo col M5S

 “La crisi di governo la vuole chi porta avanti la richiesta di mettere alla gogna mediatica il ministro dell’Interno perché qualcuno ha registrato qualcun altro che diceva delle cose tutte da verificare. Questa è una cosa ridicola che dimostra che è il nostro alleato che vuole sfilarsi. La vicenda verrà chiarita come è stata chiarita la vicenda di Garavaglia. Come è accaduto per il Russiagate con Trump, anche in questo caso si rivelerà un castello di carte”.