Spettacolo

Andrea Roncato: “I reality? Una fabbrica di falliti!”

Andrea Roncato interpreterà un medico legale nel nuovo film di Pupi Avati in uscita il prossimo 22 agosto. Ospite a Un Giorno Da Ascoltare per parlare dei suoi esordi, della sua carriera e del panorama attuale della televisione e non solo!

Gli esordi

“Ce ne sono tanti, ultimamente ho fatto anche parecchi film con Pupi Avati, ho interpretato personaggi che mi ricordavano la mia infanzia, quando andavo da mia nonna, atmosfere che ho vissuto da bambino e che mi hanno riportato indietro nel tempo, facendoti apprezzare quelle piccole cose che da bambino non ti rendevi conto di quanto in realtà fossero grandi. Anche Loris Batacchi mi è rimasto nel cuore ed è ancora molto amato dai ragazzi; ho lavorato molto con Paolo Villaggio, con lui ho fatto molte cose, era un genialoide, imprevedibile: mi vanto molto del fatto che lui mi volesse molto bene, mi chiamava spesso ed ero una delle poche persone alle quali lui tenesse davvero. Ho cominciato con un film con Celentano, Qua la Mano e poi cominciai a farli da solo con Gigi Sammarchi con il quale vado ancora a fare degli spettacoli in giro: con lui sono rimasto in ottimi rapporti, ci sentiamo 3 o 4 volte al mese e ci vediamo spesso non solo per lavoro.”

I reality show

“Seguo Temptation Island solo perché è condotto da Filippo che è un mio grande amico ma questo reality così come un po’ tutti sono solo fabbriche di falliti: molti vanno li pensando di entrare nel mondo dello spettacolo quindi per un mese vengono trattati come fossero delle star e poi, non avendo un bagaglio culturale, in poco tempo finiscono nel nulla. Vengono date illusioni deleterie, così come fa anche Uomini e Donne, i cui protagonisti vanno a fare delle seratine qua e là però poi da lì ad essere chiamati artisti ce ne vuole! Poi è vero che c’è qualcuno che è entrato nel mondo dello spettacolo, come Luca Argentero ma si contano sulle dita di una mano. Anche nel Grande Fratello Vip io di vip non ne vedo affatto: questi vanno al Festival di Venezia per esempio e fanno il red carpet con la patata di fuori e in questo modo credono di essere vip, pubblicando duemila foto con il culo di fuori su Instagram senza ricordare che il talento e gli applausi non si possono comprare, i like sì! Nei social, sia chi si crede un personaggio, sia chi segue in maniera ossessiva gli influencer, è il nulla in realtà: questo non è il modo giusto per emergere. Chiara Ferragni è nata fuori da Instagram anche se è un’industriale di questo meccanismo, suo marito Fedez lo capisco meno: da ottimo rapper quale era, è diventato il marito della Ferragni e ora per vendere i dischi deve dare in omaggio una felpa altrimenti non li vende: vedere la Ferragni che è una donna intelligente e sa fare il suo lavoro, stare vicino a questo qua tutto tatuato e che deve girare in mutande anche in inverno altrimenti non si vedono i tatuaggi, che un giorno si fa biondo e un altro si fa moro pensando che questo sia spettacolo, mi fa tenerezza! Fedez si è allontanato dal mondo musicale, ormai è solo il marito della Ferragni, anche l’ultimo disco non è un granché: tra lui e J-Ax si vede la differenza di valori, anche attraverso le canzoni che hanno scritto per i propri figli; quella di J-Ax è migliore! Ormai è pieno di gente che vuole emergere pensando che basti essere belli, che basti pubblicare qualche foto perfetta sui social: tutte queste ragazze di oggi, così perfette, perdono di attrattiva sessuale.”

Sul Prati-gate

“Questa vicenda mi ha sconcertato: se si arriva a tanto pur di far parlare di te, vuol dire che si è all’ultimo stadio prima della fine del mondo! I gosspi falsi  ci sono sempre stati ma fino a un certo punto: non si può prendere così in giro la gente! Lei e le altre sono una banda a delinquere. La cosa più triste è stata mettere in mezzo bambini, addirittura con il tumore: hanno toccato davvero il fondo, un fondo che fa paura, drammatico. Pamela Prati non la sento da anni, non saprei cosa dirle però non la giudico: bisogna vedere i motivi che l’hanno spinta a inscenare tutta questa vicenda.”