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Presunti fondi russi a Lega, Ferrari (PD): “Quello Casellati un passaggio infelice”

Alan Ferrari, Senatore del PD, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano: “Quello della presidente Casellati è stato un passaggio infelice, non si è mai visto che un argomento di questa portata possa essere derubricato a pettegolezzo. Credo che la presidente si sia accorta di aver sbagliato e dopo l’apertura dell’inchiesta della Procura di Milano credo che accetterà le nostre interrogazioni. Salvini deve chiarire, se questo Savoini ha millantato e ha utilizzato il nome della Lega per fare interessi propri, il primo a doverlo sapere è proprio Salvini. In generale la questione del finanziamento comincia a diventare un punto debole della Lega. M5S? Li ho visti un po’ gelidi in aula. Fosse accaduto al PD avrebbe assaltato il banco della presidente Casellati alla parola pettegolezzo. Se il premier Conte viene in aula la settimana prossima può anche dire una sola cosa e cioè che non permetterà mai che nessun Paese, compresa la Russia, abbia un’ingerenza nel nostro Paese. Fa specie che esattamente alla fine di ottobre 2018 la Lega presentò un emendamento alla Camera, con il quale chiedeva di riammettere la possibilità che i partiti politici italiani potessero ricevere finanziamenti da Paesi esteri”

La presidente del Senato Casellati ha respinto le interrogazioni sui presunti finanziamenti russi alla Lega, derubricandoli a ‘pettegolezzi’

 “Quello della presidente Casellati è stato un passaggio infelice e non l’unico – ha affermato Ferrari -. Noi abbiamo posto all’attenzione dell’aula quello che era su tutta la stampa internazionale. Abbiamo recuperato tre nostre interrogazioni in cui chiedevamo al governo di spiegare, di informare il Parlamento su questi temi. La presidente Casellati che aveva negato in tutti questi mesi la possibilità di ammettere queste interrogazioni con la scusa che quella vicenda riguardava l’attività politica della Lega, ma ora è chiaro ed evidente che la questione è di assoluta rilevanza e il premier e il governo devono quantomeno dire cosa ne pensano. Noi non vogliamo pensar male e non riteniamo nemmeno che questa nuova direttiva un po’ restrittiva assunta dalla Casellati sia dipesa dal fatto che in un question time avevamo messo alle strette Salvini sulla vicenda dei 49 milioni. Non si è mai visto che un argomento di questa portata possa essere derubricato a pettegolezzo, il Parlamento ha diritto ad essere informato. Io credo che la Presidente si sia accorta di aver sbagliato, anche perché poco dopo la Procura di Milano ha aperto un’inchiesta sul caso, quindi credo che la Presidente Casellati accetterà le nostre interrogazioni la prossima settimana”

Fondi russi: chiarimenti necessari da parte di Salvini

“Salvini deve chiarire, se questo Savoini ha millantato e ha utilizzato il nome della Lega per fare interessi propri, il primo a doverlo sapere è proprio Salvini. In generale la questione del finanziamento comincia a diventare un punto debole della Lega, sicuramente qualcosa sfugge. Ad esempio sulla questione dei 49 milioni la Lega non ha gestito bene la cosa. Fa un po’ strano che quella delegazione della Lega fosse proprio a Mosca durante la visita istituzionale di Salvini. Anche Renzi portava delegazioni, ma sapeva bene chi era al suo seguito. Non è che al seguito del premier o del vicepremier va una delegazione che il capo politico non conosce. Che Savoini fosse legato a Salvini lo sanno tutti, è stato anche suo portavoce. M5S? Li ho visti un po’ gelidi in aula. Fosse accaduto al PD avrebbe assaltato il banco della presidente Casellati alla parola pettegolezzo. Noi invece abbiamo semplicemente protestato. Se il premier Conte viene in aula la settimana prossima può anche dire una sola cosa e cioè che non permetterà mai che nessun Paese, compresa la Russia, abbia un’ingerenza nel nostro Paese. Questo sarebbe già un chiarimento importante. Le questioni diplomatiche devono essere trasparenti e non possono prevedere, soprattutto nel mondo di oggi, certe logiche. Fa specie che esattamente alla fine di ottobre 2018 la Lega presentò un emendamento alla Camera, con il quale chiedeva di riammettere la possibilità che i partiti politici italiani potessero ricevere finanziamenti da Paesi esteri, all’interno della Legge spazzacorrotti. L’emendamento non passò, ma oggi la combinazione appare un po’ curiosa. Ripristinare finanziamento pubblico ai partiti? Purtroppo a volte cose buone vengono ammazzate da questioni non buone. Il caso dei 49 milioni della Lega è emblematico. In quel caso molti partiti non hanno gestito al meglio questo sistema. Certo, il sistema del finanziamento pubblico, se ben gestito e documentato, era sicuramente più corretto e tutelante per tutti”.