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Business degli affidi. Il Garante dell’Infanzia del Lazio: “Bibbiano come il Forteto, uno scandalo che si ripete. Mi metto a disposizione come Commissario straordinario”.

Jacopo Marzetti, avvocato e Garante dell’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Lazio, è intervenuto nella trasmissione ‘Tutto in famiglia’ condotta da Livia Ventimiglia e Annalisa Colavito, per parlare dei fatti di cronaca di affidi illeciti del Reggiano portati alla luce dall’inchiesta “Angeli e Demoni”.

Come avviene l’affido

“Fatti del genere non sono nuovi nel nostro Paese: lo Scandalo del Forteto, di cui sono Commissario straordinario, né è un vivo esempio. Gli episodi del Reggiano toccano una tematica gravissima. Non solo perché chiunque compia reati contro dei minori deve essere punito con qualsiasi mezzo che l’ordinamento prevede, ma anche perché questo caso specifico vede l’avallo delle istituzioni. In situazioni estreme, il Tribunale per i minorenni, anche su input dei servizi sociali, può decidere di collocare il minore presso una casa famiglia. Si tratta di un meccanismo che non dovrebbe assolutamente scaturire in episodi come quelli degli ultimi giorni.

Il sistema economico attorno all’affido prevede delle rette pagate alle strutture che si occupano di minori. E’ un fatto gravissimo che un minore affidato ai servizi sociali e in seguito ad una struttura di competenza possa aver subito degli abusi. E’ ancor più grave che un bambino tolto alla famiglia ritenuta non in grado di tutelare il suo benessere, venga affidato ad un centro che spinge per avere quel minore.

Il lavoro dei servizi sociali deve essere controllato

Sul Sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, pende una responsabilità diretta o indiretta, che sarà stabilita dagli organi competenti. In ogni caso, va presa ogni azione possibile per preventivare il ripetersi di fatti del genere. I servizi sociali sono delegati dal Sindaco. In alcuni casi, addirittura, è il Sindaco stesso ad essere nominato per la tutela del minore e per la sua integrazione giuridica. Proprio in virtù di questo è doveroso introdurre la figura del tutore volontario, così come avviene per gli stranieri minorenni non accompagnati. La persona che si occupa di minori deve essere un soggetto esterno.

Il lavoro dei servizi sociali dovrebbe essere controllato da un team di tribunali, procure e comuni. Sopra ogni altra cosa, però, servirebbe la figura di un volontario esterno, come previsto dalla legge 47 del 2007. Un soggetto esterno può ravvisare una situazione di pericolo per il minore e quindi procedere alla denuncia dei fatti. Se ci fosse stato un tutore volontario, i fatti del Reggiano non sarebbero accaduti.

Lo scopo dell’affido nasce con il presupposto di far tornare il minore nella famiglia di origine. Trattasi appunto di affido temporaneo. Vorrei capire quali azioni saranno messe in atto a tutela dei bambini che si sono trovati in questa situazione. In qualità di Garante del Lazio, mi metto a completa disposizione nel caso ci fosse necessità di un organismo esterno alla Regione, come avvenuto per il Forteto.”