Salute e benessere

Psicoterapia per l’insonnia: nel CRC Unicusano si “addestra” il paziente a modificare i fattori del disturbo del sonno

È uno dei bisogni primari, eppure si dorme sempre meno. Ma quali sono i rischi?

Non dormire è dannoso: la scarsità di sonno riduce l’ormone leptina che stimola il senso di sazietà e riduce il grasso corporeo, regolandone il consumo energetico. Nel 2010, la British Association for Psychopharmacolog aveva già sostenuto l’efficacia della psicoterapia per l’insonnia.

Psicoterapia per l’insonnia

L’ insonnia è un problema da non sottovalutare perché diminuisce la qualità della vita, provoca un maggiore rischio di depressione, di ansia e di malattie cardiovascolari. Questa patologia ha il suo start in un evento stressante a cui non ci si adatta e, una volta cronicizzato, diventa difficile recuperare il proprio stato di benessere. L’ipnosi può aiutarci a ricorrere al riparo se integrata nei percorsi di psicoterapia per l’insonnia.

Alcuni studi hanno, infatti, dimostrato che l’ipnosi migliora la qualità e la quantità del sonno (Becker, 2015), risultando efficace anche nei casi di insonnia grave e cronica. Nei percorsi di psicoterapia per l’insonnia, con l’ipnosi e l’autoipnosi è possibile, dunque, intervenire sulle problematiche legate al sonno: fatica ad addormentarsi, risvegli continui, incubi ricorrenti.

Centro di Ricerca Clinica Unicusano: ipnosi e terapia cognitivo-comportamentale per i disturbi del sonno

Come si legge sul sito del Centro di Ricerca Clinica della Unicusano:

“Il protocollo di intervento per l’insonnia prevede l’utilizzo combinato dell’ipnosi e della terapia cognitivo-comportamentale, riconosciuta dalla linee guida sanitarie come l’intervento non farmacologico di massima efficacia per i disturbi del sonno.”

È, dunque, un’attività di consulenza che il centro offre affinché si possa usufruire di un percorso di terapia cognitivo-comportamentale per i disturbi del sonno.

Dopo una valutazione dell’insonnia, volta ad identificare i fattori predisponenti, scatenanti e di mantenimento del disturbo, si interviene per “addestrare” il paziente a riconoscere e modificare i fattori endogeni ed esogeni coinvolti nel disturbo del sonno. Il protocollo di intervento prevede, altresì, l’impiego di tecniche di autoipnosi con l’obiettivo di velocizzare la fase di ingresso nel sonno.

Tra le attività di consulenza portate avanti con rigore scientifico e professionalità dal Centro di Ricerca Clinica dell’Università Niccolò Cusano, oltre al sostegno psicologico e alla psicoterapia, vi sono anche:

  • Disturbi del neurosviluppo (Lego ® therapy per bambini con disturbi dello spettro autistico e disturbi dell’età evolutiva)
  • Disturbi dell’apprendimento (dislessia, disgrafia, discalculia)
  • Counseling per studenti universitari