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Campedelli dal Portogallo ci racconta Fonseca e i tanti allenatori che girano l’Europa, specialmente l’Inghilterra

Campedelli dal Portogallo ci racconta Fonseca e i tanti allenatori che girano l’Europa, specialmente l’Inghilterra

L’ex presidente dell’Olhanense soppesa i tanti allenatori lusitanti, dall’Inghilterra alla Grecia, dalla Francia agli orizzonti italici

 

 

Igor Campedelli è stato il presidente dell’Olhanense, agente sportivo e procuratore di mercato. E’ intervenuto a Radio Cusano Campus parlando del calcio lusitano e del serbatoio di giocatori e tecnici, impegnati in giro per il Vecchio Continente.

Cosa ha pensato quando è circolato il nome di Fonseca?

“Ho pensato che quattro anni fa lo avevo sponsorizzato e indicato ad alcuni club di Serie A italiana, di livello più basso, rispetto alla Roma; come allenatore emergente, in grado di fare una bella carriera. E provo soddisfazione, a vederlo seduto su quella panchina”.

La fotografia che fa viene da quasi un lustro di conoscenza: “Mi aveva impressionato, per la sua presenza, per il modo di gestire, al di là della bravura tecnica. Avrebbe potuto fare il suo arrivo in Italia qualche anno prima”.

Sulla tradizione lusitana delle panchine di mezza Europa Campedelli dice: “Questo è un paese che sa esprimere ottimi allenatori, come l’Italia: la maggior parte degli allenatori in Premier League è portoghese. Succede anche in Grecia. Nello Shakthar Donetsk potrebbe arrivare un altro tecnico, di questo paese”.

Dove lo collochiamo, Fonseca?

“E’ uno di quelli che vuole imporre una filosofia di gioco: le sue squadre hanno chiara identità. Lui ha una personalità marcata, si fa seguire dal gruppo. E’ chiaro che Roma è una piazza che qualche problema lo possa dare a ogni allenatore. Non sarà facile, prendere le misure, alla Roma, all’ambiente, che è uno dei più difficili, in Italia e in Europa”.

L’analisi di Campedelli prosegue così: “Credo che un allenatore possa provenire dal Portogallo, dalla Francia, dalla Spagna e dall’Italia: al di là dei meriti, l’ambiente dovrà concedere un po’ di pazienza. E a Roma tanta non ce n’è perché viene da alcuni campionati non da protagonisti. Credo che il suo profilo sia quello giusto. Non credo che altre soluzioni italiane potessero dare al club maggiori garanzie”.

Sul piano individuale Fonseca…“… è un tipo non contaminato dalle voci, può portare qualcosa di nuovo. Approvo la sua scelta”.

Come accadde per Garcia…

“Potrebbe ripetersi la stessa cosa. Poi la parte importante la dovrà fare la società, che dovrà dare a Fonseca una mano, un aiuto. Nella fase iniziale, soprattutto. E’ una persona che non ha paura, un coraggioso. Come quando lasciò un agente forte come Mendes, quando al Porto le cose non andavano bene. E in quella situazione ripartì dal Paços de Ferreira. Che in Portogallo fu una scelta criticata: ha fatto un passo indietro per farne due avanti. Quello che si è costruito lo ha meritato, e lo ha fatto con le sue forze”.

Le stesse caratteristiche le ha Mourinho.

“Purtroppo in Portogallo tutti passano sotto il suo paragone. Sono ambiziosi, i portoghesi, come Marco Silva all’Everton. Hanno molto orgoglio, e non sono facili perché sono molto ostinati. Sappiamo che in questo mestiere occorre credere in sé stessi ed essere ostinati; il che può far diventare antipatici i diretti interessati, ma alla fine paga”.

Sulla gente di Portogallo Campedelli dice: “E’ un popolo che non ha la ricchezza che ha il nostro, ma è orgoglioso in tutto quello che fa. Ricordo una cena con Fonseca in cui si parlava di Italia, di tutto, e vedevo già allora un allenatore in grado di arrivare, convinto”.

Sul Mondiale Under 20 dice: “Non è stato un campionato iridato fortunato, per il Portogallo. Adesso i paragoni sono importanti ma a livello giovanile il calcio portoghese esprime talenti importantissimi, tipo Joao Felix, e altri che hanno debuttato già in Champions League. Ci sta, una flessione, i tornei non vengono allo stesso modo. Ma non mi sembra di percepire un calo del settore giovanile portoghese”.

Campedelli di Militao esprime questo giudizio: “Ha chiuso col Real Madrid, pur venendo dal Brasile senza le credenziali di altri giocatori. Può giocare sia centrale che terzino destro; un passo diverso dagli altri, anche se molto giovane, è del ’99. Un’altra scommessa vinta, da parte del Porto, per qualche milione di euro, con un riscatto di 60 milioni. E nessuno contesta. I giornali portoghesi aprono con notizie di mercato e sembra che la vendita di un calciatore è una vittoria, non una sconfitta. E’ una differenza culturale abissale. Immaginate cosa possa accadere, dovesse vendere Zaniolo”.

Un altro illustre portoghese ha giocato e allenato anche da noi. Campedelli soppesa Paulo Sousa: “E’ un condottiero, altro carattere difficile; un buon progetto, quello del Bordeaux, con lui che ha le idee chiare. Fonseca è più fresco, può diventare una bella sorpresa”.