Politica

Gasparri: “Con la Raggi avreste difficoltà a prendere un caffé. Figuriamoci pensare a uno stadio…”

Gasparri: “Con la Raggi avreste difficoltà a prendere un caffè figuriamoci se possiamo

pensare di fare uno stadio, senza la giusta viabilità…”

 

Maurizio Gasparri, noto appassionato di Calcio, oltreché figura politica della Destra italiana, è intervenuto su Radio Cusano Campus, nella trasmissione “Sport Academy”. Sulle dichiarazioni del Presidente del Consiglio relative agli attriti con i compagni di viaggio, il senatore di Forza Italia ha esordito con la consueta schiettezza: “Vedremo come finisce la vicenda perché non credo finisca qui”. E sul riferimento del Professor Conte all’omonimo neo-tecnico dell’Internazionale ha detto, con ironia: “Conte si è proposto allenatore della Roma, quando gli hanno fatto le domande. Il Conte sbagliato anche in quel caso lì, non è mai il Conte giusto”, scherza, il parlamentare.

E’ ancora convinto che a Trigoria il problema sia legato all’assenza di qualcuno, al famoso padrone col bastone?

“Al di là del bastone, che forse è esagerato, una presenza, una regia, un’attenzione un amore per la squadra. Le squadre di Calcio sono delle cose un po’ particolari, dove certo, serve l’equilibrio economico, serve far quadrare i conti. Però i proprietari sostanziali sono anche i tifosi. A Roma poi, si tifa, in cambio di niente perché le vittorie sono rarissime quindi l’appartenenza è tutto, la fedeltà alla squadra è tutto. Si esige almeno un po’ di rispetto. Sto Pallotta è un marziano, da anni a questa parte”.

Il riferimento recente è a chi è andato via, pur giustificato dalle ambizioni di ottenere traguardi di rilievo, magari anche a respiro continentale.

Gasparri dice: “Qualche sera fa vedevo la finale di Champions e a un certo punto hanno inquadrato Alisson e Salah, che sono stati protagonisti della Roma. Capisco la necessità di far quadrare i conti. E pensavo che Schick è stato pagato quanto è stata ricavato dalla vendita di Salah, che voleva andare, e lo capisco, nella Premier League. Il quale ha giocato due finali in due anni, una persa e una vinta. Può darsi che alcuni protagonisti cerchino ribalte ambiziose ed importanti. Però questo cambio alla pari tra entrate e uscite non lo capisco: Schick sembrava forte, Pastore era importante, Nzonzi era una specie di Campione del Mondo”.

L’argomento si sposta, quindi, sulla compagine dirigenziale, dell’A.S. Roma: “Facevo zapping, qualche sera fa, e ho visto l’addio di Monchi quando è venuto qui. Avevo anche creduto, nella funzione di Monchi. Mi aveva anche impressionato quando ha lasciato Siviglia: c’è stato un tripudio popolare. Se è così tanto bravo lo stimano, sarà una persona capace, amata. Sembrava una scena come quella in cui De Rossi ha salutato i romanisti allo Stadio Olimpico. O non si è trovato in condizioni buone o Pallotta gliel’ha messa difficile, Monchi, da Roma, è scappato, non come quando è andato via da Siviglia!”.

Gasparri non risparmia “attenzioni” nemmeno a chi ufficialmente opera dall’esterno, della Città Eterna, e dice: “Ma poi Baldini a Londra: in passato non mi è piaciuto nemmeno Sabatini. Dicono sì ha comprato giocatori buoni, ma ci sono state anche valutazioni strane, soldi che entravano, uscivano. Abbiamo sfiorato qualche anno fa lo scudetto con un secondo posto. Anche se va detto che c’è stata una serata in cui abbiamo ribaltato quel risultato con il Barcellona, e quello resta, per essere onesti: poi non siamo arrivati in finale era già un traguardo importante. Perfino con Spalletti, che ha maltrattato Totti, non era andata male, ma non credo sia una ipotesi praticabile. Meglio che stia alla larga. Poi la chance-Mihajilovic a furor di popolo: una ipotesi del genere mi è sembrata una provocazione”.

Fonseca non le sembra una scelta azzardata?

Gasparri dice: “Le posso dire un’amara verità? Andrà quello che andrà, sulla panchina della Roma. Manca una prospettiva e Conte si è guardato bene, dal venire a Roma. Gasperini per agevolare la sua trattativa con l’Atalanta, ha utilizzato la Roma: con tutto il rispetto stiamo parlando di Gasperini, non so se ci ha guadagnato ma lo merita pure. Ha portato l’Atalanta al 3° posto, finale di Coppa Italia, qualificazione in Champions League. Stiamo parlando di Gasperini, che pure ha ottenuto un grande successo, ma…”.

E le altre strade da percorrere?

“Fonseca mi ricordava un calciatore ma è un altro che sta in Turchia. Anche adesso, con tutto il rispetto l’allenatore del Sassuolo è l’allenatore del Sassuolo. Almeno Di Francesco, che veniva dal Sassuolo, ha avuto un passato con la Roma, ha giocato, con la Roma. Sono andato a rivedere l’album Panini del 1992 da cui ho avuto la conferma che Mihajlovic esordì con la Roma non con la Lazio, dopodiché la sua esperienza è stata vissuta con la Lazio, da calciatore. Mi direte ma lei ragiona da tifoso? Sì, ragiono da tifoso. Lo stesso Di Francesco è stata una persona che ha vissuto con onestà intellettuale, la sua stagione, da ex calciatore della Roma. L’allenatore sarà un allenatore mediocre, quelli buoni si sono accasati altrove. Gasperini, che ci ha snobbato, è diventato una specie di Maradona degli allenatori”.

Su De Zerbi e l’opportunità di diventare la guida tecnica giallorossa, il politico romano afferma: “L’allenatore del Sassuolo non ricordo nemmeno il nome, Fonseca. Tanto non andiamo da nessuna parte ma almeno se dobbiamo arrivare sesti, settimi, ottavi, dobbiamo galleggiare così andiamoci coi nostri”.

“Ma avete visto, quanto è lunga, la lettera di Pallotta? Non so chi gliel’ha scritta. Esageratamente lunga!”.

Sulla costruzione dello stadio di proprietà Gasparri dice: “E’ difficile da realizzare perché nel passato la città ha vissuto momenti amari; non svoglio sminuire tutte le inchieste che hanno colpito Destra, Sinistra, altri. Oggi la città è non governata. Servirebbe un progetto serio. La stessa intercettazione in cui i tecnici dicono che il ponte e le vie di accesso erano inadeguate, ha ucciso, questo il progetto della realizzazione dello stadio. Come si fa a fare uno stadio senza le giuste opere della viabilità, senza i lavori sul ponte?”.

Gasparri va giù diretto: “Nel progetto iniziale prevedeva tre grattacieli. Lo stadio era un pretesto per fare altro, anche legittimo. Poi non so se siano girati i soldi. Auguri a chi sarà processato e che esca a testa alta. Ma quale interlocuzione, con la Raggi? Ma lei con la Raggi non può prendere un caffè, s’immagini se può fare uno stadio. E’ come se io facessi un’operazione da chirurgo! E poi le ripeto, ricordate il progetto iniziale? Era previsto un decimo della cubatura. Che si gioca a pallone dai grattacieli: se il pallone va giù chi lo va a prendere? Con l’ascensore? Intanto già stiamo a una situazione di sbandamento totale. E’ come se uno manca di un piatto di pasta, e si preoccupa di metterci sopra il caviale o il tartufo. Qui pensiamo a un piatta di pasta, intanto”.

Gasparri chiude con una battuta: “Abbasso Pallotta!”, tanto per essere chiaro.