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De Giorgi, quel palleggio in favore della Lube, sul tetto d’Europa!

De Giorgi, quel palleggio in favore della Lube, sul tetto d’Europa!

L’ex palleggiatore azzurro, dopo una strepitosa carriera, continua a vincere, da allenatore: scudetto in gara-5 fuori casa, e la Coppa dei Campioni

 

Due, sono stati i palleggiatori di importanza e continuità, nella storia della Pallavolo azzurra: uno è Paolo Tofoli, l’altro Ferdinando De Giorgi, per tutti Fefé. Lui ha preso in corsa la Lube già Macerata da qualche tempo Civitanova. L’ha portata a vincere il campionato con la quinta sfida fatta propria in casa della Sir Perugia, 15-10 al tie-break, nella tana del suo compagno di sempre in Nazionale Lorenzo “Lollo” Bernardi. Pochi giorni dopo la Lube ha detronizzato una armata autentica a livello europeo del livello di Kazan!

Siete un esempio di lavoro in campo, ma anche a livello organizzativo, come sodalizio…

“Lube è uno sponsor particolare, e tiene moltissimo al discorso sportivo. Si riescono sempre a fare squadre molto competitive; un insieme di cose che ha portato a questi risultati, che ci danno grandi soddisfazioni”.

Gara 5 ha stravolto l’andamento delle finali per lo scudetto, rispetto a quello che erano state precedentemente.

“Una scalata lunga e faticosa, quella vissuto per la vittoria dello scudetto. Quinta partita, al quinto set, una bella scalata! Anche pensando che Perugia è una squadra fortissima, e non perdeva in casa ai play-off da tre anni! Una piccola impresa, abbiamo dovuto tirare fuori il meglio”.

Kazan non è una piazza qualsiasi, sia nella Pallavolo che nella Pallacanestro; per i corposi investimenti fatti è una delle massime espressioni sportive in assoluto!

De Giorgi fa un’ottima e precisa fotografia, della recentissima storia continentale, della disciplina che vive “sotto rete”, e dice, senza mezzi termini: “Hanno vinto 4 Champion’s consecutive ed ogni anno costruiscono una corazzata. Venendo dalla vittoria in campionato, abbiamo dovuto recuperare molte energie nervose. La fiducia era alta ma sapevamo della difficoltà; una scalata più rapida delle solite, perché era una partita secca”.

Una finale tricolore, qualche giorno fa, con, dall’altra parte della rete, un suo compagno di squadra per moltissimi anni.

“E’ stata una cosa particolare”.

C’è stima immaginiamo, tra voi.

“Tutto quel gruppo ha vissuto un’esperienza indimenticabile assieme, c’è un grande legame. Julio Velasco sarà stato contento, di vedere due suoi atleti, di un blocco storico, giocarsi lo scudetto”.

Cosa hai provato al saluto di questo grande personaggio e uomo?

“Un po’ di tristezza, nel sapere che questo condottiero finiva la sua carriera, e che non lo avremmo rivisto più in campo. Una parte anche di orgoglio, di aver condiviso insieme un momento importante”.

Ma l’eredità che lascia pare in buone mani…

“Non ci siamo solo io e Lorenzo, in effetti. Gardini, Tofoli, Cantagalli, quasi tutti siamo diventati allenatori”.

Sì ma non è una cosa automatica, a certi livelli. Parliamo d’altro. Molti vostri atleti non sono più giovanissimi. C’è anche questa considerazione, per il futuro della Lube che sarà?

“Abbiamo preso un centrale polacco, di 25 anni. Balaso è giovanissimo ed italiano. Poi bisogna vedere gli obiettivi del prossimo anno e trovare il giusto equilibrio, per puntare in alto. Gioventù talentuosa e gente esperta, questo sembra il presupposto per vincere le partite secche“.

C’è anche il figlio di Cantagalli. Che effetto fa anche qui?

De Giorgi ci scherza sopra, con una gran bella risata: “Pensate che le prime volte lo chiamavo Luca, come il padre! Un effetto particolare. Molto più grande, fisicamente, del padre”.

A Roma si definirebbe una bella…branda!

Fefé sta al gioco: “Eh già! Bella esperienza, per lui, perché è stato anche convocato in Nazionale, ad inizio anno”.

Di Bruno de Rezende che pensa?

“Oltre alla tecnica, ed all’esperienza, visto che ha vinto quasi tutto ormai, è un ragazzo straordinario, di carattere e volontà. Serve saper coltivare il talento. Ha vinto tanto, tutto”.

Juantorena?

“Lui è nato, per giocare a Pallavolo, fa tutto con classe e leggerezza, in maniera disarmante, ed è fisicamente dotato. Riferimento importante per la squadra”.

Il Brasile resta una nazionale importante. Sembra la vecchia Italia, per certi versi, nonostante sia una nazione votata al Calcio.

“Sì, hanno molto talento ed un ottimo campionato. Anche la scuola cubana, anche se piccola, è un’importante scuola di formazione di grandissimi giocatori. Quella brasiliana ha una grande federazione, che lavora bene”.

Quando capiterà che gli italiani vengano chiamati in Brasile. Sono troppo “cocchi di mamma”?

“Non credo dipenda da questo. C’è un campionato di altissimo livello, in Italia, L’esigenza per cambiare non c’è, perché quest’anno il nostro è tornato il miglior campionato al Mondo. Livello medio importante, anche dal punto di vista economico”.

Nelle scuole la Pallavolo risulta essere la meno penalizzata.

“Sì, perché in qualche modo si fa. Quella femminile ancora di più, anche se si può sempre fare meglio”.

Rompete le righe, alla Lube, immagino.

“Molti hanno qualche giorno di riposo, prima della National League. Altri sono liberi, non ho consegnato programmi”.

Ha festeggiato adeguatamente?

“Sì, anche perché non c’era tempo dopo lo scudetto.

Sarete da Mattarella, mercoledì?

“Sì, come tutte le formazioni italiane, che hanno vinto a livello internazionale”.

Cinque squadre su sei, hanno vinto in Europa!

“Monza, Trento, Novara, Conegliano, Civitanova. Bello spot, per la nostra Pallavolo!”.

Testo raccolto ed elaborato dal radiocronista sportivo Giulio Dionisi

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