Politica

Stasolla (Ass. 21 luglio): “I focolai d’odio sparsi in tutta Italia”

Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio, è intervenuto ai microfoni de “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano: “Dopo Torre Maura e Casal Bruciato i focolai d’odio si stanno spargendo in tutta Italia. A Napoli centinaia di bambini sono stati sgomberati e gettati in strada. I rom che hanno ucciso un’anziana a Roma? Innanzitutto è da vedere in base a quale criterio è stato definito che siano rom. E’ chiaro che non si giustifica un crimine, se uno ha sbagliato deve pagare, ma neanche si deve generalizzare, perché altrimenti dovremmo dire che tutte le persone del nord sono polentoni. Elemosiniere Papa? Gesto dal forte valore simbolico, ne abbiamo bisogno. Ma in Italia c’è la tendenza a etnicizzare le questioni. 5000 euro ai rom dal Comune di Roma? Era stato annunciato ma questo non è avvenuto”

Stasolla ha iniziato uno sciopero della fame dopo lo sgombero di centinaia di rom a Giugliano (prov. Napoli)

 “Dopo Torre Maura e Casal Bruciato avevamo lanciato l’allarme di focolai d’odio che si sarebbero potuti spargere in tutta Italia –ha affermato Stasolla-. Questo è caduto a Giugliano, in provincia di Napoli, dove alcune persone sono state sgomberate dal loro accampamento dal Comune e gettate per strada, senza cibo e senza acqua. Ci sono 50 bambini di età 0-6, ci sono centinaia di ragazzi che non possono andare più a scuola, ci sono decine di donne e anziani che dormono all’aperto o, chi ce l’ha, in automobile. Il mio sciopero della fame terminerà quando sarà data una sistemazione almeno dignitosa a queste persone, quantomeno con i servizi minimi. Paradossalmente, se leggiamo in maniera esterna i fatti di Torre Maura, è grazie a CasaPound che poi è nato l’interesse prima mediatico e poi dei cortei contro CasaPound su queste situazioni, altrimenti se non ci fosse stata la protesta di CasaPound nessuno ne avrebbe parlato”.

Sui 5 rom che hanno ucciso una donna anziana a Roma

 “Innanzitutto è da vedere in base a quale criterio è stato stabilito che gli assassini siano rom. E’ chiaro che non si giustifica un crimine, se uno ha sbagliato deve pagare, ma neanche si deve generalizzare, perché altrimenti dovremmo dire che tutte le persone del nord sono polentoni”.

Sul gesto del cardinale Krajewski nello stabile occupato a Roma

 “La Chiesa come qualunque soggetto giuridico interviene come gli pare. Chiaramente ha un forte valore simbolico questo gesto. Oggi di questi gesti abbiamo bisogno proprio per ricordare. L’accensione della luce simboleggia anche che ci sono zone oscure, situazioni che vanno illuminate. Tutto si può dire della Chiesa meno che non prenda posizioni a favore di tutti. Il problema è che noi etnicizziamo le questioni a livello sociale. Qui dobbiamo cercare di vedere il problema in sé, al di là delle etnie. Bisognerebbe agire in ordine alla gravità della situazione e non in ordine al colore della pelle o al passaporto. Ci sono diritti universali che valgono per tutti, indipendentemente dal fatto che siano esseri produttivi e improduttivi, questo lo stabilisce il diritto internazionale. Purtroppo siamo entrati in questa logica di meritocrazia per cui alcuni hanno dei meriti più degli altri e quindi si associa il merito al diritto”.

Sui 5000 euro messi a disposizione dal Comune di Roma per i rom che avessero trovato una casa in affitto

 “Era stato annunciato ma questo non è avvenuto, il Comune non ha fatto questo” ha dichiarato Stasolla.

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