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Pierluigi Biondi, sindaco de L’Aquila: “denuncia per interruzione di pubblico servizio qualora si decida di chiudere il traforo del Gran Sasso.”

Domenica 19 maggio il traforo del Gran Sasso chiuderà portando non pochi problemi per la popolazione abruzzese e lasciando la Regione spaccata in due. Una decisione estrema che arriva dopo l’inchiesta della procura di Teramo sul rischio di inquinamento delle falde acquifere del Gran Sasso, dopo uno sversamento di materiali tossici, fuoriusciti probabilmente dall’Istituto nazionale di fisica nucleare, i cui laboratori sono proprio sulla montagna che a stretto contatto con il tunnel e il sistema di veicolazione delle acque.

Il Sindaco de L’Aquila, Pierluigi Biondi è intervenuto a Un Giorno da Ascoltare per esprimere il proprio dissenso per questa drastica decisione.

Le conseguenze di un’ipotetica chiusura del traforo

“A detta della Società Strada dei Parchi la chiusura avverrà il 19 maggio. Che poi effettivamente avvenga è tutto da verificare ancora. Intanto ieri mattina ho inviato una diffida perché ritengo che la chiusura dell’Autostrada configuri un’interruzione di pubblico servizio le cui conseguenze sarebbero disastrose: non solo per il pendolarismo ma anche per ciò che concerne la crisi dell’Università se pensiamo che più di 1.500 studenti vengono dall’area Adriatica e attraversano il traforo per venire a studiare a L’Aquila ad esempio… Ci potrebbero essere conseguenze drammatiche dal punto di vista di emergenze sanitarie: ci sono centinaia di prestazioni che fa  l’ospedale della nostra città nei confronti dell’utenza teramana e viceversa perché noi dipendiamo da Teramo per altri servizi legati alla chirurgia; immagino cosa potrebbe accadere a un malato grave nel momento in cui un elicottero del 118 non può alzarsi in volo a causa delle condizioni avverse del tempo… Se si chiudesse davvero il traforo del Gran Sasso, l’Abruzzo tornerebbe indietro di molti anni, resterebbe isolato.”

La decisione di Strada dei Parchi

“La Concessionaria inizia a paventare questa ipotesi dal momento in cui arrivano le carte della fissazione dell’udienza avanti al GUP per i reati a seguito dello sversamento di materiali tossici, fuoriusciti probabilmente dall’Istituto nazionale di fisica nucleare, nel 2002. Subito dopo però ci fu un rinvio a giudizio e infatti non si capisce perché non abbiano chiuso l’Autostrada il giorno dopo l’accadimento. Sembra che Strada dei Parchi finisca sempre in mezzo a questa lotta con il Ministero per il rinnovo della concessione, senza considerare però che a pagarne le vere conseguenze sarebbero i cittadini che si troverebbero in mezzo a una serie di gravi problematiche dovute alla chiusura del traforo.”

 

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