Politica

Federico Salvatore: “Gomorra? Concordo con De Magistris”

Il cantautore napoletano Federico Salvatore è intervenuto ai microfoni de “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano. Federico Salvatore: “Gomorra? Concordo con De Magistris, i ragazzini hanno dimenticato il suono della tradizione e hanno le orecchie otturate dalle pallottole di Gomorra. Giorni fa ho sentito mio figlio Fabrizio che scherzava con la sorellina di 9 anni e diceva: ‘Io sono Fabrizio Savastano e t’accid’. Questi nomi: Savastano, Ciro l’Immortale entreranno nella storia come gli Avengers, vengono visti come eroi, c’è un processo di identificazione da parte dei ragazzi. Non può essere questa la nuova immagine di Napoli che gira per il mondo. Sono ancora dell’idea che i panni sporchi si debbano lavare in famiglia, non bisognerebbe amplificare. Dopo la canzone ‘Se io fossi San Gennaro’ sono stato resettato dalla televisione. Renzo Arbore è stato un grandissimo, ma mi fa arrabbiare la stampa che ha permesso ad un napoletano di adozione, che non è nemmeno un cantante, di rappresentare la canzone napoletana”

De Magistris ha detto che la serie tv ‘Gomorra’ ha creato eroi di merda

 “In un brano dal titolo ‘Sputa veleno’ avevo anticipato le parole di De Magistris, dicendo: a tutti questi ragazzini del 2000 che hanno dimenticato il suono della tradizione, oggi hanno le orecchie otturate dalle pallottole di Gomorra –ha affermato Salvatore-. Io guardo Gomorra, anche per poterne parlare, e ho sentito giorni fa mio figlio Fabrizio che scherzava con la sorellina di 9 anni e diceva: ‘Io sono Fabrizio Savastano e t’accid’. Questi nomi: Savastano, Ciro l’Immortale entreranno nella storia come gli Avengers, vengono visti come eroi, c’è un processo di identificazione da parte dei ragazzi. Tutti avevamo dei modelli, il mio modello da piccolo era Bruce Lee. In queste serie non c’è un eroe positivo. Un tempo il messaggio alla fine delle storie era il bene che vinceva sul male, invece qui è il male che vince sul male. Tra poco rimarrà solo il regista di Gomorra perché so’ morti tutti. Oggi i ragazzi hanno perso di vista quello che Napoli ha rappresentato. Non può essere questa la nuova immagine di Napoli che gira per il mondo. Ha avuto un successo strepitoso questa serie, anche perché è girato molto bene. Ma non potremmo avere anche un’alternativa? Sono ancora dell’idea che i panni sporchi si debbano lavare in famiglia, non bisognerebbe amplificare. Noi qui abbiamo la bassa lega della criminalità perché i boss i grandi numeri li fanno all’estero e al Nord. A Napoli ci sono gli espedienti: la cocaina, i parcheggiatori, ma i grandi affari si fanno altrove”.

Federico Salvatore ha da poco pubblicato il suo nuovo singolo “Mannaggia a Bubbà”

 “Il senso di Mannaggia a Bubbà è prendersela col primo che passa, trovare un capro espiatorio su cui scaricare la propria rabbia. Nel brano racconto le tradizioni che rendono Napoli diversa da qualsiasi altro posto del mondo. Io sono passato da Azz a Se io fossi San Gennaro perché avevo la necessità di raccontare la mia città, per le nuove generazioni”.

In ‘Se io fossi San Gennaro’ Federico Salvatore allude a Renzo Arbore quando canta: ‘Non posso sopportare che un signore nato a Foggia/ porta Napoli nel mondo e la gente lo incoraggia’

“Renzo Arbore è stato un grandissimo che rappresenta la migliore televisione italiana –ha affermato Salvatore-. Io mi arrabbio con la stampa che ha permesso ad un napoletano di adozione, che non è nemmeno un cantante, di rappresentare la canzone napoletana, quando ci sono ragazzi che da un punto di vista canoro hanno qualità immense, però questo patrimonio non viene preso in considerazione dai napoletani. Io sono stato resettato dalla televisione per quella canzone, così come per quella precedente sull’omosessualità. Però va bene così”.

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