Lavoro e Formazione

Precariato e reclutamento: al via il primo tavolo tecnico

Precariato e reclutamento: al via il primo tavolo tecnico. Oggi il primo incontro per definire nei dettagli l’accordo politico del 24 Aprile.

Si è riunito questa mattina al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, alla presenza del Capo di Gabinetto del MIUR Giuseppe Chiné, il tavolo tecnico su reclutamento e precariato. Si tratta del primo dei gruppi di lavoro istituiti per rendere operativa l’intesa siglata a Palazzo Chigi con le Organizzazioni Sindacali del comparto Scuola lo scorso 24 aprile.

“Questo Governo non fa promesse, prende impegni e li mantiene – dichiara il Ministro Marco Bussetti -. La notte del 24 aprile abbiamo raggiunto un importante accordo con le Organizzazioni Sindacali. Abbiamo scritto insieme una bella pagina per l’Amministrazione. Siamo già al lavoro per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti. Oggi abbiamo avviato il primo tavolo tecnico, l’incontro è stato molto proficuo. A breve il gruppo si riunirà nuovamente per definire un’azione condivisa. E nel frattempo porteremo avanti i lavori degli altri tavoli, già convocati per i prossimi giorni, per dare risposta alle esigenze delle scuole e dei nostri studenti”.

Il 14 maggio, infatti, sarà la volta del tavolo tecnico dedicato ai dirigenti scolastici, il 20 si riunirà quello relativo al rinnovo contrattuale, il 28 quello che si occuperà di Università, Ricerca e Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM).

In base all’accordo cui fa riferimento lo stesso Ministro Bussetti, in particolare riguardo la situazione dei precari e del loro reclutamento, i docenti precari e di ruolo con almeno tre annualità di servizio potranno arrivare all’immissione in ruolo con due possibilità:

  • il concorso ordinario, con particolari agevolazioni (posti quota riservata tra il 35 – 50%, no preselettiva, no 24 CFU)
  • il corso abilitante speciale, svolto presso le Università.

Entrambi i percorsi si prefiggono l’immissione in ruolo dei docenti. L’uno con un percorso più lungo, l’altro – il PAS – con una procedura più snella.

Selezione non deve essere intesa come valutazione – precisa Pino Turi – ma deve assicurare che al percorso acceda il numero dei docenti corrispondente al numero dei posti vacanti, in modo che conseguita l’abilitazione abbia la certezza dell’immissione in ruolo l’anno successivo. ”

Ai percorsi potranno accedere anche i docenti di ruolo per il conseguimento di un’ulteriore abilitazione finalizzata ai passaggi di ruolo o di cattedra.

La priorità  – specifica ancora Turi – è che i percorsi vengano avviati in tempi celeri. Sappiamo infatti tutti che i tempi del concorso ordinario sono molto lunghi, servono invece docenti che possano coprire a tempo indeterminato i posti vacanti. Per questo già dalla prossima settimana lavoreremo al Miur per concretizzare questa intesa

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