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Progetto Salva-acque: si parte da Sorrento con l’apneista Gianluca Genoni .

Il Progetto Salva-acque è un’iniziativa fatta attraverso i più autorevoli conoscitori del mare che vogliono trasmettere il loro sapere ai giovani. Sarà il recordman mondiale di immersione, Gianluca Genoni, il testimonial d’onore di questa prima tappa che si terrà nella città di Sorrento lunedì 6 maggio che interviene ai nostri microfoni.

Salva-acque

“Lunedì 6 maggio a Sorrento incontreremo dei ragazzi delle scuole con l’obbiettivo di trasmettere l’importanza del rispetto nei confronti del mare, soprattutto per loro che hanno la fortuna di vivere a stretto contatto con il meraviglioso mare della costiera, perché come spesso accade, chi ce lo ha davanti ogni giorno della propria vita, lo trascura e non lo considera nella maniera più adeguata. Il mio obbiettivo è quello di cercare di sensibilizzare fin da ragazzi a queste tematiche di salvaguardia e rispetto delle acque. Noi abbiamo visto com’era il mare trent’anni fa e sarebbe bello che i giovani possano vedere un mare pulito quando saranno più grandi.

I cambiamenti climatici, l’inquinamento da plastiche, lo scioglimento dei ghiacciai… Sono tutti fattori di alto rischio per l’incolumità del mare. Tuttavia le condizioni del Mediterraneo sono migliori rispetto a quelle di tanti altri mari del mondo ma ciò non vuol dire che dobbiamo smettere di impegnarci per la salvaguardia delle nostre acque e di sensibilizzare quante più persone possibili; il Mediterraneo è ancora salvabile, per questo se ognuno di noi facesse qualcosa in più per evitare l’inquinamento, da qui a pochi anni potremmo assistere a dei miglioramenti tangibili.”

Gli esordi da apneista

“Sono nato a Busto Arsizio quindi non in un posto di mare però ho sempre avuto la passione prima del nuoto, poi per il mare e in seguito per gli abissi. Sono rimasto affascinato dai fondali, dal blu delle acque profonde e da li ho iniziato a fare immersioni fino ad arrivare al lontano 1997, anno in cui ho stabilito il mio primo record mondiale. Poi sono arrivato nel 2012 a 160 mt di profondità: è buio, freddo e a quelle profondità è un’esercizio molto introspettivo, stai molto attento ad ascoltarti. E’ una disciplina emozionante che consiglio a tutti, rilassante ed emozionante. Si inizia con delle agenzie didattiche che si occupa della formazione dai livelli bassi fino a quelli più alti ed è molto facile se si inizia con le giuste tecniche. Non è necessario scendere di tanto, bastano 10 mt per riuscire ad ammirare la vita marittima che ci circonda.”

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