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Violenza di genere: dibattito alla Cusano per contrastare l’indifferenza!

Violenza di genere: espressione con cui sono indicate tutte quelle forme di violenza – psicologica, fisica, sessuale – che colpiscono le donne in quanto tali. Oltre ad essere una forma di discriminazione, la violenza di genere è una violazione dei diritti umani.

Excursus storico sulla Violenza di Genere in Italia

In Italia, solo nel 1975 con il nuovo diritto di famiglia è stata disposta l’abolizione dell’autorità maritale.
A seguire, con grande difficoltà, siamo arrivati all’eliminazione del delitto d’onore (1981) che permetteva una riduzione della pena per la morte di un coniuge o figlio che avesse recato offesa all’onore familiare; alla scomparsa del cosiddetto “matrimonio riparatore”, che consentiva allo stupratore di estinguere il reato sposando la propria vittima.

Anno importante è il 1996, quando la violenza sessuale è stata definita reato contro la persona (e non più come in precedenza reato contro la morale). Un grande passo etico. 

5 anni dopo, il Parlamento ha introdotto l’allontanamento del familiare violento e misure di protezione sociale per le donne che subiscono violenza. Gli strumenti concreti di repressione contro le nuove forme persecutorie, come lo stalking, arrivano nel 2009; mentre nel 2013 sono state introdotte misure preventive anti-femminicidio.

Nel 2015 è stato approvato il primo Piano straordinario contro la violenza sessuale e di genere, seguito nel 2017 dal Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne.

Violenza di Genere: quali sono i fattori di rischio?

I fattori di rischio sono quei fattori che aumentano le probabilità che un evento negativo possa verificarsi. I fattori che incidono maggiormente sono:
Relazionali: ovvero i rapporti alla cui base c’è una forte strategia di controllo e potere sul coniuge.
Comunitari: vivere in zone ad alto rischio di delinquenza, criminalità e uso/spaccio di sostanze; isolamento sociale dalla propria famiglia d’origine.
Sociali: appartenere a famiglie patriarcali.
Individuali: le condizioni socioeconomiche, come la povertà, che rendono le donne dipendenti economicamente. Per le donne straniere si aggiungono anche la giovane età e il vivere in clandestinità.

Violenza di Genere: l’incontro interdisciplinare alla Cusano

Circa 7 milioni di donne, fra i 16 e i 70 anni, hanno subìto violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita (è il 31,5%).
2 milioni 800 mila donne, nella stessa fascia d’età, hanno subìto violenza da partner attuali o ex (è il 13,6%).
Circa 1 milione e mezzo di donne, fra i 15 e i 65 anni, hanno subìto molestie fisiche o ricatti sessuali sul posto di lavoro nel corso della loro vita lavorativa.

Questi i dati Istat 2016 di un fenomeno preoccupante.

Per approfondire la delicata e attuale tematica, il prossimo 9 maggio alle ore 15.00, presso l’Università Niccolò Cusano si terrà “Violenza di genere: effetti, tutele giuridiche ed economiche”. È il 3° appuntamento del ciclo di incontri interdisciplinari dell’Ateneo romano.

Introdurrà il dibattito in Aula Magna, la prof.ssa Maria Paola Pagnini, Responsabile del ciclo d’incontri. Presiederà il prof. Giovanni D’Alessandro, Preside della facoltà di Giurisprudenza; mentre tra i relatori, ci saranno nomi noti come la dott.ssa Franca AmadoriConsigliere di Corte d’Appello Sezione IV penale di Roma, la dott.ssa Silvia PirroPubblico Ministero della Procura della Repubblica di Roma; l’avv. Jacopo MarzettiGarante dell’infanzia e adolescenza della Regione Lazio, la dott.ssa Cristiana RossiAmministratore Giudiziario e Presidente dell’Associazione “So.Germa” di Roma.

Un appuntamento da non perdere per approfondire il tema della violenza di genere e le forme di tutela in atto perché parlare della violenza aiuta. Rivolgersi alle Istituzioni anche.

 

***Articolo a cura di Michela Crisci***

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