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Genitori elicottero (C. D’Ardia): “Rischiamo di far crescere bambini insicuri”

Genitori elicottero: proteggono i figli da ogni rischio o errore possibile, è la strategia controllante messa in atto dalle mamme e papà di ultima generazione. Ne parlano Lena Greiner e Carola Patdberg in un libro omonimo, dove dettagliano gli ambiti in cui gli adulti intervengono a gamba tesa, creando una forte confusione di ruoli. Ne abbiamo parlato a Tutto in Famiglia, su Radio Cusano Campus, con Caterina D’Ardia, docente di Neuropsichiatria Infantile dell’Università Niccolò Cusano. 

La modalità controllante

“Leggendo il libro mi colpiva la modalità controllante del genitore su tutti gli aspetti della vita del figlio. Controllano, ad esempio, quanti compiti devono sostenere e quali sono le modalità didattiche degli insegnanti o degli allenatori – ha osservato la professoressa D’Ardia – è un atteggiamento che mette in luce la scarsa fiducia del ruolo delle persone deputate ad educare.”

Sostituirsi agli errori

Genitori elicottero: controllano e proteggono allo stesso tempo, “sostituendosi ai figli nelle scelte e negli errori – ha aggiunto D’Ardia – i cattivi insegnanti, o le persone scorrette nei modi, devono essere riprese, ma quello che è l’importante è che non si può partire da sbagliati preconcetti.”

Il meccanismo che si instaura in situazioni di controllo “porta gli insegnanti a non sentirsi liberi di fare il proprio lavoro, che è un attività sull’apprendimento, sulla formazione, sullo stare in mezzo agli altri – ha aggiunto la neuropsichiatra – se gli insegnanti e i genitori non collaborano determinano una grande confusione di ruoli nei bambini, che non riconoscono l’autorità. Bisogna che ognuno rispetti il proprio ruolo. Il problema è che ci troviamo in una situazione in cui non c’è fiducia nelle persone adulte, a cui vengono affidati i figli.”

Le conseguenze sui bambini

“Rischiamo di far crescere bambini insicuri di tutto, perché privi di esperienze, fatte dai genitori – si è congedata Caterina D’Ardia – è importante supervisionare le attività dei figli, ma senza essere invadenti.”

 

 

Ascolta qui l’intervista integrale

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