Politica

Arresto Assange, Di Stefano (M5S): “Assange un simbolo, hanno violato i suoi diritti”

Arresto Assange, il Sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano (M5S) è intervenuto ai microfoni de “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano: “Assange un simbolo, ha aiutato gran parte della popolazione mondiale a capire che i cittadini dovevano riappropriarsi della politica. E’ una questione politica, hanno violato i suoi diritti trattandolo come un terrorista non come un hacker. Offrirgli protezione? Per offrire protezione a una persona dovrebbe essere sul tuo territorio. Pd ci accusa di vicinanza alla Russia? Queste polemiche lasciano il tempo che trovano, il Pd si è inchinato a qualunque potente, nella cultura del Pd non c’è nulla che qualcuno si aspetterebbe da un partito di sinistra. C’è timore nei confronti del M5S. Nei ministeri c’è l’abitudine a non far vedere alla politica alcuni processi dando per scontato che va bene perché è sempre stato fatto così, ignorando il fatto che la politica potrebbe voler cambiare quei processi. In ministeri dove si muovono soldi ci può essere qualche funzionario o qualche entità che ha pressioni esterne e dobbiamo lavorare per evitare che questo avvenga”

Sull’arresto di Julian Assange

 “Nell’era della digitalizzazione di tutto, anche delle informazioni politiche, Assange è il simbolo di chi ha sfidato un sistema che chiedeva delle regole, ma agiva fuori dalle regole –ha affermato Di Stefano-. Ha dimostrato al mondo che le responsabilità di chi ci governava erano ben più ampie di quanto immaginavamo. Wikileaks ha svelato violazioni di diritto internazionale, vere e propri tentativi di colpi di Stato, spionaggio tra partner, ha svelato cose davvero complesse e che hanno aiutato gran parte della popolazione a capire che bisognava riformare il modo in cui i cittadini si occupavano di politica, il fatto che i cittadini dovessero riappropriarsi delle dinamiche politiche. Questo è anche il principio portato avanti dal M5S. Nel merito della vicenda dell’arresto c’è una violazione di qualunque tipo di diritto. Non è stato notificato neanche il cambio di protezione. Da che si trovava in un’ambasciata è stata preso di forza dalla polizia, come si trattano nemmeno gli assassini. Dicono che non lo estraderanno solo se sarà evitata la pena di morte, come se invece farlo marcire in galera fosse una cosa da poco. Non stiamo dicendo che non debba pagare per la violazione dei server, il problema è che poteva benissimo essere processato in Gran Bretagna. Ma qui c’è una questione politica, basti pensare che è stato trattato come un terrorista. Parliamo di una persona che non può essere sopra la legge, ma neanche sotto la legge. Non ho visto altri hacker trattati così, forse perché non hanno svelato quello che ha svelato lui. Non può essere buttato in galera per sempre per dare un messaggio a tutti quelli che potrebbero fare come lui. Se l’Italia può offrire protezione? Per offrire protezione a una persona dovrebbe essere sul tuo territorio. Considerando che è tenuto in custodia da Scotland Yard non è possibile”.

Marcucci (PD) accusa M5S di voler trasformare l’Italia in un satellite della Russia

 “Nella cultura del Pd non c’è nulla che qualcuno si aspetterebbe da un partito di sinistra –ha affermato Di Stefano-. L’espressione delle opposizioni in Italia oggi è diventata quella di un attacco al governo su qualunque cosa. Queste polemiche lasciano il tempo che trovano, il Pd si è inchinato a qualunque potente. Noi siamo andati a trovare Assange nel 2014, quando eravamo lontani dal governo, lo abbiamo ospitato in collegamento video in una nostra conferenza e disse che i valori della trasparenza e di una politica vicina ai cittadini era incarnata dal nostro Movimento”.

Sull’arrivo del M5S al governo

 “C’è timore nei nostri confronti –ha dichiarato Di Stefano-. Nei ministeri c’è l’abitudine a non far vedere alla politica alcuni processi dando per scontato che va bene perché è sempre stato fatto così, ignorando il fatto che la politica potrebbe voler cambiare quei processi. In ministeri dove si muovono soldi ci può essere qualche funzionario o qualche entità che ha pressioni esterne e dobbiamo lavorare per evitare che questo avvenga”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.