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Kristian Ghedina sulla forte partenza degli Azzurri ai Mondiali di Svezia

Kristian Ghedina sulla forte partenza degli Azzurri ai Mondiali di Svezia

L’intervista all’attuale allenatore e già grande atleta italiano a “Sport Academy” è stata ascoltata e

commentata dagli studenti del Liceo Margherita di Savoia di Roma

 

Nel progetto “Alternanza Scuola/Lavoro” sono intervenuti nella sede dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, e in particolare nella redazione di Radio Cusano Campus, gli studenti del Liceo Margherita di Savoia di Roma. Sono stati due giorni interessanti, nel confronto con i diversi settori della vita di tutti i giorni.

Per lo Sport due di loro si sono cimentati su quanto accaduto in diretta nella trasmissione “Sport Academy”, in riferimento alla medaglia d’oro vinta a Are, in Svezia, dall’azzurro Paris, il giorno dopo la medaglia d’argento di Sofia Goggia. La quale, tra le altre cose, oltre a riscuotere tanta ammirazione in tutto il pianeta, è una studentessa dell’UniCusano, impegnata, con la medesima grinta e tenacia tra i libri, come sulle nevi delle competizioni iridate. Nella rubrica sportiva quotidiana è stato intervistato il grande ex campione della nazionale italiana Kristian Ghedina.

“Pronti? Via!”. L’Italia, al secondo giorno dei Mondiali, raggiunge il primo oro con Dominik Paris. L’azzurro domina, nel SuperGigante, imponendosi davanti all’austriaco Kriechmayr e al francese Clarey. Prosegue l’ottimo percorso italiano, nella competizione planetaria, iniziato con l’argento della Goggia, superata dall’americana Shiffrin, talento assoluto, di soli due centesimi!

Kristian Ghedina, ora allenatore, ha esordito così: “Signor Oro!”, commenta ai microfoni di Radio Cusano Campus, descrivendolo come un traguardo meritato ed atteso. “Paris è stato bravo a rimanere concentrato senza commettere errori” aggiunge, parlando di questa medaglia come una ciliegina sulla torta, dopo le precedenti vittorie. Vittoria arrivata soprattutto contro le condizioni meteorologiche difficili, che avrebbero potuto condizionare pesantemente le prestazioni degli atleti: “Ad Are la neve era aggressiva”, specifica Ghedina, che conosce bene quella pista.

Tornando indietro di qualche anno, fu proprio ad Are, che Ghedina colse la sua vittoria in una prova di Coppa del Mondo, e sempre in Svezia disputò, nel 2006, la sua gara d’addio: “Nebbia e vento nella prima parte più pianeggiante, mentre la seconda è più impegnativa, più dossi e con porte nascoste dalla nebbia; bisogna esser bravi a prendere punti di riferimento aiutandosi, magari, con gli alberi. Cosa che gli atleti non son riusciti a fare”.

L’ex campione italiano parla anche dell’argento della Goggia, descrivendola come una persona maturata e più forte mentalmente, dopo l’infortunio che l’ha tenuta fuori dai giochi per molto tempo: medaglia vinta con la testa, col cervello.

“Grandissima Italia, potremmo fare un gran Mondiale puntando a superare il record di medaglie italiano del periodo di Alberto Tomba”, conclude Ghedina. Lanciando la sua previsione per la corrente competizione, sperando in risultati sempre migliori.

Angelino Tommaso-Dino Chios

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