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Simona D’Aquilio (Maison Antigone): “Famiglia, Il ddl Pillon va assolutamente ritirato”.

Simona D’Aquilio, avvocato e vice presidente di Maison Antigone, è intervenuta ai microfoni di ‘Tutto in Famiglia’ condotto da Livia Ventimiglia e Annalisa Colavito su Radio Cusano Campus a seguito dell’audizione che l’associazione ha richiesto al senatore Simone Pillon per discutere alcuni punti del disegno di legge 735, a loro dire dannosi per i minori.

Un disegno di legge dalla visione adultocentrica

“Rappresentiamo donne, famiglie e soprattutto uomini perché molti dei nostri assistiti sono uomini e in quanto genitori si sono immediatamente preoccupati di questo disegno di legge. Il ddl Pillon crea disagi ai bambini che dovrebbero barcamenarsi fra i genitori senza specificare da che età i bambini entrerebbero nell’affido congiunto. Al di là delle fragilità a livello costituzionale, che saranno oggetto di un nostro copioso dossier, questa legge è del tutto adultocentrica. Il minore non viene considerato in quanto individuo, non viene neanche considerato il suo disagio psicologico.

Solo il 14% delle separazioni ha difficoltà economiche

Sono gli psicologi e gli esperti i primi a giudicare negativamente questo provvedimento asserendo che applicare obbligatoriamente ad una famiglia un regime del genere sia dannoso per i bambini. Se i genitori di un minore vivono ai lati opposti della città il bambino viene privato della propria stabilità e del proprio habitat. E’ costretto a vivere con la valigia per gli spostamenti continui. Si è messo al centro il disagio economico di un’esigua minoranza economica: il 14%. Infatti, l’86% delle separazioni tra i coniugi sono di tipo consensuale, questo significa che i genitori sono pacifici.

Solo il 14% è giudiziale, conflittuale e spesso con risvolti di violenza psicologica, economica o anche fisica. Perché dovremmo fare una legge nazionale per una minoranza del 14%? I punti nel ddl toccati da Antigone sono tanti. Noi non neghiamo che la famiglia italiana possa subire gli effetti della crisi economica, ma un figlio non può diventare un bene di consumo da dividere a metà, solo perché così si eliminerebbe un mantenimento pernicioso.

Oggi incontreremo il Senatore Pillon in un’audizione e lui si dice aperto alle modifiche ma per noi questo disegno di legge va ritirato.”

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