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Acquisti di lusso (M. Tinto): “Servono ad uniformarci alla massa”

Acquisti dispendiosi: fate parte della categoria di persone che si indebita per comprare oggetti di valore? Cellulari, macchine, pellicce, e chi più ne ha più ne metta! C’è gente disposta a chiedere soldi in prestito pur di apparire, o consumare tutto fino all’ultimo centesimo, pur di sentirsi parte di un sistema in cui “conta più quello che io ho, da quello che sono – ha affermato Maria Tinto, psicologa – la manifestazione di avere e potere enuncia un problema di narcisismo personale e una tendenza ad uniformarsi alla massa, all’appartenenza ad un gruppo.”

Il desiderio di desiderare

I macchinoni, i telefoni di ultima generazione, sono oggetti che fanno “lo status. Se riconoscessimo il nostro valore personale non sceglieremmo in base ai gusti di massa, ma preferiremmo, semplicemente, beni utili al soddisfacimento dei nostri bisogni – ha spiegato l’esperta – il desiderio di desiderare è il meccanismo a cui ci induce la pubblicità, ovvero di alimentare un desiderio, e al momento in cui ho acquistato ho voglia di comprarne altro.”

Se si disponesse di laute somme di denaro determinati acquisti sarebbero pure giustificati, il problema è che si tende a comprare al di sopra delle proprie possibilità ed è in queste circostanze che si chiarisce il desiderio di “uniformarsi ai gusti degli altri. La voglia di apparire più di quello che si è è indotta dal consumismo – si è congedata la psicologa Maria Tinto – vedo cosa hanno gli altri e cerco di soddisfare il mio desiderio, allontanandomi dal valore di me stesso. L’uomo che non comprende il senso del suo valore non riesce neppure a desiderare. Tutto questo porta ad un impoverimento generale delle cose, i sentimenti vengono messi da parte e il fatto di desiderare continuamente produce distruzione: la società dei consumi è un continuo buttare e ricomprare da nuovo.”

 

 

Ascolta qui l’intervista integrale

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