Politica

Carige, Crosetto (FDI): “Nazionalizzazione? Se lo Stato ci mette i soldi, lo Stato se la tiene”

Carige, Guido Crosetto, coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano: “Nazionalizzazione? Se una banca sta in piedi perché lo Stato ci mette i soldi, lo Stato allora la tiene visto che l’ha pagata. Se i 5 Stelle fossero stati coerenti rispetto a quello che hanno detto quand’erano all’opposizione, avrebbero dovuto fare harakiri, ma una volta arrivati al governo sono stati costretti a trattare le cose non in maniera demagogica, come per Ilva, Tap, ecc… Non esiste che FDI possa entrare in maggioranza, il M5S vuole che il Paese si adegui ad una futura povertà. Il reddito di cittadinanza significa questo: siccome non posso darti il lavoro ti dò questo”. Sui migranti: “Proponiamo il blocco navale, appena un metro fuori dalle acque libiche ci dovrebbe essere la Marina italiana che riporta indietro i migranti ai libici”

Sul decreto salva-Carige

 “Sono anni che la Carige è in difficoltà per scelte infelici degli amministratori. Quando una banca arriva a quei livelli di difficoltà, il primo pensiero di chi sta al governo è di tutelare i correntisti e chi ha fidi e mutui in corso. Chi sta all’opposizione dice: hai salvato la banca, chi sta al governo dice: ho salvato i risparmiatori. A me questo teatrino non piace, non l’ho fatto prima e non lo faccio adesso. Nazionalizzazione? Se una banca sta in piedi perché lo Stato ci mette i soldi, lo Stato allora la tiene visto che l’ha pagata. Siamo nel campo delle ipotesi un po’ fumose. Sono giorni che sto cercando questo decreto per vedere se è uguale a quello di MPS ma non si trova, quindi stiamo commentando il nulla per il momento. Se i 5 Stelle fossero stati coerenti rispetto a quello che hanno detto quand’erano all’opposizione, avrebbero dovuto fare harakiri. Ma una volta arrivati al governo sono stati costretti a trattare le cose non in maniera demagogica, come per Ilva, Tap, ecc…”.

Riguardo la posizione di FDI sull’Euro

 “Sull’Euro abbiamo sempre avuto posizioni dialoganti all’interno del partito, c’è chi è più spinto e chi più cauto. Ci rendiamo conto che il passaggio non sarebbe un passaggio che si fa in due giorni, intanto non puoi pensare di uscire dall’Euro se non hai una banca centrale. Il tema centrale dell’Europa è che non esiste politicamente. Hanno accettato il deficit della Francia senza battere ciglio. E poi basta guardare il caso Fincantieri. Dicono che hanno pesato le parole di Di Maio sui gilet gialli? No, Macron considera Di Maio poco, l’affaire Ftx-Fincantieri nasce con il no di Macron quando ancora c’era Gentiloni. Un cantiere che prima era coreano secondo il governo francese non poteva diventare italiano, questa è l’Europa. Ieri Francia e Germania insieme dicono che questa concentrazione potrebbe ledere alla concorrenza in Europa e nel mondo. Fincantieri fattura 7 miliardi circa, Ftx era fallito, se si forma un nuovo gruppo quanto fattura? Mettiamo anche che ne possa fatturare 8. C’è Air France che fattura 25 miliardi e c’è un monopolio mondiale con Airbus, quello però va bene”.

Sui migranti

 “Noi da anni proponiamo il blocco navale, che significa non farli partire. Siccome c’è l’accordo con i libici, che prevede che loro stessi non debbano farli partire, appena un metro fuori dalle acque libiche ci dovrebbe essere la Marina italiana che li riporta indietro ai libici”.

Sulla posizione di FDI rispetto al governo

 “Non esiste che FDI possa entrare in maggioranza. Il problema di questo governo è che M5S e Lega prima di mettersi insieme dicevano di avere idee diverse di Paese, hanno messo insieme puzzle diversi. Sono due modi antitetici di vedere le cose. Colleghi del M5S mi dicono: non siamo più il settimo Paese più ricco al mondo, siamo il 23esimo e ci dobbiamo adeguare. Io non mi adeguo ad una futura povertà, io la combatto. Il reddito di cittadinanza significa questo: siccome non posso darti il lavoro ti dò questo. Io mi rifiuto di pensare che non si possa dare lavoro ad una parte dell’Italia”.

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