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Tullio Zangrando, ingegnere birrario: “Sulla birra falsi miti e abbiamo molto da imparare”

Tullio Zangrando, ingegnere birrario, ex direttore del gruppo Moretti, e autore de ‘Birra, Degustazione, servizio, comunicazione, formazione’, è intervenuto ai microfoni di ‘Cultura e Cucina’ condotto da Livia Ventimiglia e Camilla Vitanza su Radio Cusano Campus.

I falsi miti sulla birra

“Con la pubblicità di AssoBirra realizzata negli anni ‘80 da Renzo Arbore, si è introdotto il concetto della genuinità di questa bevanda, sia che provenga da una produzione industriale sia che sia prodotta artigianalmente. Nel tempo l’approccio dei consumatori è cambiato con una ricerca sempre più indirizzata verso produzioni artigianali, ricercate.

Rispetto al vino o ai liquori, la birra è una bevanda più accessibile e si accompagna facilmente con qualsiasi tipo di cibo.

Sul mercato ci sono molte birre analcoliche, ma non tutti i consumatori lo sanno. Ci sono molti miti da sfatare riguardo la birra che non hanno fondamento. Fra questi il gonfiore generato dal consumo della bevanda. La birra non gonfia lo stomaco ma probabilmente chi è sensibile alle bevande gassate in generale può essere sensibile anche alla birra. Inoltre, un altro pregiudizio affligge la birra, ossia quello che causerebbe sonnolenza. Non è assolutamente vero, infatti uno studio dell’Università di Graz ha dimostrato che con il consumo di birra si migliorano le capacità reattive.

La lenta catena distributiva italiana

Le possibilità di abbinamento della birra con gli alimenti sono infinite e seguono il gusto personale. I gusti non possono essere standardizzati, mentre i bicchieri da birra sì. Infatti, ci sono addirittura dei seminari volti ad insegnare le regole fisiche e tecniche di abbinamento fra bicchiere e birra. Non tutti i detersivi vanno bene per lavare i bicchieri, alcuni sono propri deleteri.

Dal Nord Europa noi italiani dovremmo imparare a come velocizzare la catena distributiva, perché la birra diversamente dal vino non migliora e una volta confezionata va consumata entro pochi mesi. Dovremmo quindi velocizzare il nostro sistema distributivo. Fra le altre cose cui il nostro Paese dovrebbe fare attenzione c’è l’abbinamento del bicchiere alla birra. Infatti, in molti esercizi pubblici la bevanda non viene servita come dovrebbe, con il bicchiere adeguato e pulito secondo le norme richieste. Le micro birrerie sono state, in Italia, una fonte di posti di lavoro. Il mercato però rimane in mano alle grandi aziende.”

 

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