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Virtus Verona-Ternana, niente pubblico, per gli ospiti: parla il presidente Fresco

Virtus Verona-Ternana, niente pubblico, per gli ospiti: parla il presidente Fresco

 

Da qualche tempo si vede la Virtus Verona ben distinta in Serie D e ora nella terza divisione professionistica nazionale, la Serie C. Una realtà che si impegna sul campo e anche fuori, nel sociale. E’ la prossima avversaria della Ternana: è intervenuto a Radio Cusano Campus il suo presidente, Luigi “Gigi” Fresco.

Parliamo della città di Verona e della sua bellezza innata alle genti di Roma e del Lazio, anche quello che riguarda motivi di Pallacanestro e Calcio. Siete cresciuti molto nell’ambiente calcistico.

“Nel 1982 divenni presidente e fino al 1999 non pagavamo nessuno, pur facendo la Promozione. Siamo andati in Eccellenza, dove cominciavamo a dare qualche spicciolo, qualche centomila lire di rimborso: poi la Lega Pro2 nel 2013 e quest’anno nella Serie C”.

Il presidente Fresco parte ricordando l’impegno della Virtus Verona a livello umanitario: “Abbiamo sempre fatto attività sociale, fin dai tempi dell’arrivo degli albanesi, poi per l’ex Jugoslavia”.

Con tutta l’umanità della gente veneta e di Verona. Anche perché l’ex Jugoslavia è lì, a due passi. “Abbiamo anche organizzato “Giochiamo per la pace” con Eusebio Di Francesco, Damiano Tommasi e Luigi Di Biagio. Per tre anni abbiamo fatto una raccolta fondi e abbiamo costruito a Sarajevo. 25 o 30 anni fa seguivamo i tossicodipendenti ed i carcerati. Un modo per far crescere i ragazzi, aiutando i bisognosi”.

Attraverso l’aggregazione di cui è capace il mondo dello Sport, per una profonda sensibilizzazione.

“Abbiamo anche una squadra di Calciotto composta da rifugiati”.
Parliamo della sfida di domenica alle 14.30, contro la Ternana.

“Siamo orgogliosi di giocare contro un club storico. Le nostre tifoserie sono anche amiche e mi dispiace che non sia possibile per i ternani seguire questa gara”.

E’ arrivato l’ordine del Ministero dell’Interno?

“Credo sia stato l’Osservatorio, per screzi forse avvenuti tra Ternana e Pesaro, in occasione della prima giornata, ma non c’entra molto”.

Tra l’altro conosciamo bene il Veneto ed è una regione di una sportività, di una civiltà e dal grande senso dell’amicizia. Peccato davvero.

“La Ternana è una grande realtà e anche De Canio, ovviamente, da queste parti è conosciuto e considerato”.

Non si potrebbe comunemente tra voi contattare qualcuno, per fare in modo che possa venire a Verona la tifoseria della Ternana?

Fresco è realista più del Re: “E’ troppo tardi. C’è anche la politica in mezzo e sarebbe troppo lunga, la storia. Mi dispiace, anche se ci favorisce la cosa, chiaramente; ma la trovo sbagliata, come questione”.

Nel vostro settore giovanile: quanto è stato fatto? Per gli italiani, ad esempio…
“Noi abbiamo fatto molto, ne abbiamo lanciati tanti. Anche Lasagna era passato da noi e poi sbagliando, lo abbiamo mandato via: era passato dall’Eccellenza, con la Virtus Verona. Nalini l’abbiamo allevato noi e preso per l’Eccellenza, e ora gioca in B ma ha fatto bene anche in Serie A; Paleari, portiere del Cittadella, era nostro”.

Anche perché il Cittadella ce l’avete a due passi. Il Veneto è una terra di amanti del ciclismo, con Argentin (Campione del Mondo nel 1986), che è di San Donà di Piave, ma anche di arbitri: Orsato, della Sezione AIA di Schio e il compianto Agnolin di Bassano del Grappa. Ci sentiamo domenica, presidente.

“Grazie dell’attenzione: sarà una bella festa di Sport. E sicuramente accoglieremo a braccia aperte dirigenti e calciatori della Ternana”.

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