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Come fare una brochure? Intervista al Graphic Designer di Unicusano

La brochure è uno strumento di comunicazione in grado di orientare potenziali clienti di un’azienda. In poche pagine, devono emergere la vision e mission del brand, i prodotti/servizi offerti e tutto l’appeal possibile.

Le regole per realizzare una brochure perfetta? Potremmo dire: studio del mercato, ricerca innovativa e creatività. 

Ma come fare una brochure di successo per una grande azienda?

Vi state chiedendo… da dove iniziare? Niente panico! Abbiamo intervistato per voi il Graphic Designer Tiziano Fani Braga dell’Ufficio Ricerca & Sviluppo di Unicusano, coordinato dalla dott.ssa Emanuela Saggiomo.

Ciao Tiziano, com’è nata in te la passione per la grafica? E quale è stato il tuo percorso professionale?

La passione per la grafica e la comunicazione è nata sin dagli studi superiori, anche grazie a miei genitori che già da quando ero bambino mi hanno fatto amare l’arte. Tra una mostra ed un’altra, ho pian piano capito che quello che più mi affascinava di un’opera d’arte era la volontà dell’artista di comunicare attraverso la creazione un messaggio. Sentivo che quest’esigenza di comunicare qualcosa di grande, questa necessità di arrivare alle persone aveva spinto i grandi maestri a realizzare i capolavori che conosciamo. Così, dopo il diploma presso l’Istituto d’Arte di Roma, ho deciso di approfondire il campo della comunicazione iscrivendomi allo IED e laureandomi in Comunicazione e Arti Grafiche, per poi muovere i primi passi nel mondo del lavoro in alcune agenzie di comunicazione, case editrici e anche come freelance. L’idea di ricercare ed elaborare un messaggio attraverso l’immagine e l’estetica è, in definitiva, ciò che ha alimentato la mia passione e il mio percorso professionale.

Come fare una brochure universitaria di successo? 

La realizzazione di una brochure, come di un qualsiasi altro progetto, è innanzitutto preceduta da un attento lavoro di ricerca: è necessario indagare quali siano i mood grafici e comunicativi attuali, anche confrontandosi con i colleghi in momenti di brainstorming. Come insegnano la scienza e la filosofia, “nulla si crea… tutto si trasforma”. Anche nell’ambito della comunicazione, il genio creativo deve saper prendere spunto e rielaborare in modo originale e attuale i grandi paradigmi comunicativi per poter trasmettere in modo semplice ed efficace un messaggio. È solo dopo quest’importantissima fase di studio e ricerca che si parte con la realizzazione degli elementi principali che contraddistingueranno la brochure e che delineeranno un mood utilizzato per tutto l’anno (es. un determinato stile fotografico, i colori, il carattere utilizzato). Si passa poi alla realizzazione del menabò e alla divisione degli argomenti, si inseriscono i contenuti e alla fine, spesso dopo numerose modifiche (dettate da limature successive e anche dal perfezionismo!), si completa il lavoro creando tutto il coordinato grafico.

Come è cambiato il design delle brochure Unicusano negli ultimi anni?

Il cambiamento è stato radicale. Dopo un periodo di “formalità” estetica, dovuta alla necessaria e fisiologica fase di consapevolezza del brand Unicusano nella mentalità collettiva, abbiamo dovuto operare una “rivoluzione” graduale, ripulendo la comunicazione visiva della Cusano da tutti gli orpelli e donandole un aspetto più fresco e moderno. La comunicazione, d’altronde, segue e allo stesso tempo supporta un cambiamento sostanziale che sta interessando da qualche anno il nostro Ateneo: l’imminente inaugurazione della nuova sede è il segno evidente di questo imponente sviluppo.

Ci racconti come è nata l’idea ed esigenza di adottare una copertina moderna per la brochure di quest’anno?

La parola che, secondo me, sintetizza il mood grafico della brochure 2018-2019 è “metamorfosi” perché esprime proprio ciò che sta accadendo in questo periodo all’Ateneo. La Niccolò Cusano si sta ampliando ed evolvendo, si sta affermando sempre più come un Ateneo moderno e al passo con i tempi, con la ricerca e con la formazione professionale richiesti da una società in continua evoluzione. Tutto questo deve essere comunicato attraverso l’estetica. La sequenza di bande che caratterizza la copertina della brochure simboleggia la realtà di un Ateneo che è sempre in movimento, che va incontro alla società e ai ragazzi.

Chi sono i volti protagonisti della brochure Unicusano?

Come sempre, i protagonisti della brochure sono gli studenti.  Ritroviamo, quindi, i volti dei nostri studenti che sono l’anima dell’Università: abbiamo voluto ritrarli nella loro quotidianità in Ateneo, perché questo non sia soltanto un posto dove studiare, ma dove crescere ed esprimersi per diventare gli uomini di domani. Quest’anno inoltre abbiamo creato una sezione dedicata alle testimonianze dei nostri laureati, ragazzi che grazie alla Cusano hanno potuto inseguire il proprio sogno trasformandolo in realtà.

Quanto è importante il ruolo di un Graphic Designer nella comunicazione del brand?

Come disse il noto scrittore russo, Fëdor Dostoevskij, “la bellezza salverà il mondo”. E questo succede anche nel piccolo, in ogni lavoro, dalla segnaletica, al biglietto da visita, passando anche per i progetti più importanti nel marketing. L’estetica è il primo impatto che una persona ha con brand: una linea o un colore hanno un significato ancestrale e il Graphic Designer ha con sé gli strumenti per poter elaborare questi elementi così da realizzare una comunicazione efficace e diretta.

Quale consiglio daresti ad un giovane che vuole fare il grafico di professione?

Il consiglio che darei ad un giovane collega è ovviamente di studiare, ma anche di non aver paura di ricercare e di prendere ispirazione da ciò che è stato già fatto dai “grandi”. Il rischio maggiore per un creativo è la sindrome del “foglio bianco”, tipica anche degli scrittori, quella di non saper “come andare avanti”. Di fronte a un blocco è molto utile indagare e ricostruire il processo creativo che ha portato i maestri a realizzare grandi e indimenticabili opere. Prendete ispirazione dai predecessori e dai colleghi, “camminate sulle spalle dei giganti”.

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