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La Divina Commedia arriva nello Slum,e recitano i ragazzi

La Divina Commedia sbarca in Kenia e lo fa Il 3, il 5 e il 6 ottobre a Nairobi con gli allievi delle scuole Little Prince, Cardinal Otunga, Ushirika ed Urafiki.

La Divina Commedia arriva in Kenia a Nairobi grazie alla ong Avsi

L’opera di Dante  sarà portata in scena sotto la guida di Marco Martinelli e da Laura Redaelli. Inferno, Purgatorio e Paradiso, si legge in una nota diffusa oggi dall’ong Avsi, comporranno un percorso che culminerà con una sfilata nel cuore di Kibera, baraccopoli di Nairobi estremamente popolata. Non è la prima volta che l’esperienza teatrale arriva nelle scuole degli slum come strumento educativo e di evasione.  Già qualche anno fa molti insegnanti segnalarono come il teatro fosse un fattore di grande attrattività per gli alunni. Grazie al teatro il tasso di assenza da scuola calava vistosamente e il teatro si rivelava anche un modo per affrontare altre materie del programma.

È stata allestita una sala attrezzata negli spazi della Little Prince. Quest’istituto era già divenuto noto nel 2015, quando portò in scena ‘Pinocchio’, ottenendo così il riconoscimento di miglior spettacolo internazionale dell’anno da parte della Fondazione Carlo Collodi. “Il teatro è un modo di educare. Con il teatro i ragazzi cambiano, si sentono protagonisti, ed è diverso anche il loro modo di stare in classe”. Ha spiegato il preside della Little Prince Anthony Maina.

“Quest’attenzione al teatro – spiega Giampaolo Silvestri segretario generale di Avsi – è un fatto che corrisponde perfettamente a quello che noi intendiamo come cooperazione allo sviluppo. Accompagnare le persone a riconoscere il proprio valore. A prendere sul serio i propri desideri e sogni ed a esprimerli, anche con il teatro che ha una sua forza straordinaria. Da qui una persona parte e cresce; non si lascia più definire dalle condizioni, anche le più povere, e riesce a rimettere in moto se stesso e la sua comunità. Nello slum non c’è solo bisogno di pane o di lavoro”.

Il lavoro sulla Divina Commedia ci ha confermato quanto l’archetipo narrativo sia universale

Nel 2017 Avsi e Riccardo Bonacina a nome degli Amici del Teatro Banterle hanno chiesto a Marco Martinelli un coinvolgimento nel progetto per stimolare un’ulteriore crescita e maturazione. Martinelli, che nel suo curriculum ha esperienze con gli allievi di scuole borderline in tutt’Italia, esperienze culminate nello spettacolo collettivo Eresia della felicità, ha aderito con entusiasmo all’invito e con prolungate presenze a Kibera ha preparato il percorso che approderà al triplice momento di inizi ottobre, con un adattamento della Divina Commedia dantesca, dal titolo ‘Il cielo sopra Kibera’.

“Il lavoro sulla Divina Commedia ci ha confermato quanto l’archetipo narrativo sia universale” ha spiegato Martinelli. “Abbiamo parlato di un uomo che si perde in una foresta oscura, fatta di paura, disperazione, mancanza di senso della vita. Di come quell’uomo, nel momento in cui spera di esserne uscito, si trova divorato da belve feroci ed ha la forza di capire che non si salverà da solo. Questo e’ il grido di Dante: miserere di me. La sua invocazione al Creato, al mondo, all’Altro, ha effetto. Arriva qualcuno e gli tende una mano, lo aiuta a uscire alla luce. Dunque, abbiamo semplicemente raccontato questa storia, senza il bisogno di affrontare i versi danteschi, cosa che non avrebbe avuto senso. Abbiamo lavorato sull’improvvisazione, coinvolgendo attivamente tutti, dai bambini ai ragazzi”.

                                                                                                                                                                           Fonte DIRE

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