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Giani, il pensiero di un tre volte Campione del Mondo a Radio Cusano Campus

Giani, il pensiero di un tre volte Campione del Mondo

a Radio Cusano Campus, impegnato tra Milano e la Germania

 

Mercoledì pomeriggio è intervenuta una leggenda, in diretta, durante la trasmissione “Sport Academy”, su Radio Cusano Campus. Dopo Gigi Mastrangelo, già facente parte di un meraviglioso gruppo azzurro negli anni ’90, ha parlato uno della planetaria popolarità alla pari di Lorenzo “Lollo” Bernardio di Andrea Zorzi: Andrea Giani, napoletano poi residente a Sabaudia. Diventato, tramite la Pallavolo, cittadino d’Europa e del Mondo, lui che con l’Italia lo ha conquistato per tre volte, nel 1990, nel 1994 e nel 1998, firmando un ciclo forse irripetibile, per l’ItalVolley.

Andrea Giani, CT della Germania ed allenatore di Milano. Arriva il Belgio di Anastasi.. che effetto fa?
“Andrea è un ottimo allenatore ed il Belgio una buona squadra. La differenza tra le due nazionali comunque resta grande e noi (Italia) stiamo affrontando questi Mondiali in buonissima condizione, entusiasmo ed alchimia. Dobbiamo comunque giocare bene, se vogliamo vincere”.
Il 15 incontreremo anche Julio Velasco, allenatore della vostra generazione di fenomeni. L’emozione rischia di farci uno scherzo?
“L’emozione ci sarà inevitabilmente. L’evento vero, però, è il campo e la partita ed anche in questo caso siamo più forti, della nazionale di Julio”.

Possiamo essere competitivi anche rispetto alla Russia, magari contando sul fattore-campo?
“Sì, secondo me siamo, ancora, molto competitivi. Sono quattro, le squadre che possono arrivare fino in fondo, pur giocando in maniera diversa. Dobbiamo sfruttare quelle che sono le nostre potenzialità”.
Mastrangelo, in una recente intervista,ci ha detto che per lui è Anzaldi l’uomo-chiave della nazionale. Concordi?
“Simone ha un grande carattere. Io, però, credo che i palleggiatori, gli schiacciatori ed il libero che abbiamo siano di un livello altissimo. Avendo questo, siamo già a buon punto. I centrali non sono così fondamentali”.
La Pallavolo, oltre che dal punto di vista regolamentare, è cambiata rispetto alla tua
generazione?
“Sicuramente è cambiata la battuta. Più varia rispetto al passato e di maggiore velocità”.

Hai scelto la Germania un pò come la Turchia post 1982 nel calcio. Un paese che sta
investendo molto nello sport. Quanto ci vuole per portarla a livelli di attenzione del basket, per esempio?
“Parecchio tempo. A livello giovanile ci sono molti atleti. Il problema è il budget della
massima serie della Bundesliga, il campionato nazionale, che è minore rispetto al basket e ad altri sport. Servono più di tre club di alto livello, in una lega”.

Strano, vedere un paese come la Germania ancora distante dal livello di altre nazioni, magari meno importanti per altri motivi e per il movimento che rappresentano…”.

Giani, con la solita sincerità, dice: “Siamo arrivati in finale all’Europeo e poi non ci siamo qualificati per il Mondiale. Dovrebbero permetterlo, alla finalista di un torneo continentale”.

Il movimento della Pallavolo italiana è sempre all’avanguardia. Perchè nella pallavolo c’è questa continuità che manca nel Calcio?
“Il Volley femminile giovanile è fortissimo. A livello maschile abbiamo meno praticanti, rispetto alla mia generazione. Nelle scuole vanno portati tutti gli sport, altrimenti si disperdono i talenti, che ne giocano solo uno alla volta”.
Che effetto ti fa, vedere Bernardi in panchina? Mastrangelo ha detto che lo vedrebbe benone, in azzurro!
“E’ un allenatore giovane con molta energia e si merita la Nazionale. Serve anche il carisma per guidare una squadra”.
Appuntamento per il Collare d’Oro al Salone d’Onore del CONI.
“Sì, il 19 di Ottobre. Sono molto contento di questo premio, che inorgoglisce tutti”.

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