Politica

Legge Pillon, Adinolfi: “Da divorziato e da papà non mi convince”

Mario Adinolfi, Presidente del popolo della famiglia, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti, su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano: “Legge Pillon? Da divorziato e da papà non mi convince. Il bambino ha bisogno della mamma e di stabilità spazio-temporale. Reddito di cittadinanza? No, serve il reddito di maternità perché fare la madre è un lavoro. Fate l’amore senza preservativo, il sesso è istinto procreativo e basta. Gioco d’azzardo? Andrebbe abolito, valorizzando il gioco d’abilità che ho insegnato anche ai miei figli”

Sul ddl Pillon sul divorzio

“Da divorziato e da papà, non sono convinto che questa legge abbia una valenza positiva –ha affermato Adinolfi-. Non sono convinto che il 50% del tempo sia un’idea intelligente, il punto principale è la stabilità. Il rapporto del bambino con la mamma è un rapporto determinante, soprattutto in un momento di trauma. Sono temi estremamente complessi, ma io resto convinto che la prevalenza nella fase della prima infanzia del rapporto con mamma sia determinante. I figli hanno bisogno di stabilità. Difficile che stiano meglio avendo una frantumazione dell’unità spazio-temporale. Ovviamente permettendo l’incontro con il padre. Però stabilire per norma il 50% esatto, cancellare l’assegno di mantenimento, mi sembra che quantomeno necessiti di un’ulteriore riflessione. Al centro deve esserci il miglior interesse del minore. Il ruolo del genitore non è intercambiabile, altrimenti sarebbe genitore 1-genitore 2 e non è così. Se sei un papà e hai a cuore i tuoi figli devi avere interesse che stiano bene e non sballottarli da una casa all’altra”.

Sul reddito di cittadinanza ridotto a 300 euro

 “E’ difficile riuscire a fare questo tipo di errori insieme –ha dichiarato Adinolfi-. Se uno fa una  promessa tende a mantenerla e già in sé la promessa era sbagliata. Ho una figlia di 22 anni che si sta per laureare, non so se il suo bene è darle 700 euro al mese, quanto questo la spinga a lavorare, a cercare di migliorarsi. La spinta forte alla mia realizzazione professionale fu avere una famiglia. Andavo a fare anche il cameriere nel fast food pur di dargli da mangiare, per arrivare poi a realizzarmi e a diventare giornalista. L’errore strutturale è immaginare di poter dare questa forma di sussidio. Se poi si fa il dimezzamento del sussidio, oltre all’errore, viene meno anche la promessa elettorale. Centrale è il lavoro materno per questo secondo me serve il reddito di maternità. Io dico: investiamo 1000 euro al mese per le mamme che decidono di fare le mamme, a cui viene riconosciuto lo status di lavoratrice. Il reddito di maternità non costerebbe niente rispetto al reddito di cittadinanza.  Fate l’amore senza preservativo. Il sesso è istinto procreativo e basta. E’ quello che più ci avvicina all’atto di creazione di Dio”.

Sul ddl contro il gioco d’azzardo

 “Il gioco d’azzardo andrebbe abolito del tutto –ha affermato Adinolfi-. Ma il gioco d’abilità, lo skill game, è qualcosa su cui va fatto un ragionamento. Io l’ho insegnato alle mie figlie perché serve ad assumere le decisioni in momenti di rischio e di fatica. Cancelliamo la follia delle videoslot e dei gratta e vinci, che sono tasse sulla povertà e sui cretini. Investiamo sul gioco d’abilità perché questo radicalmente può costituire un elemento educativo per le giovani generazioni, a cui non possiamo dire di comprare il gratta e vinci e sperare nella botta di culo altrimenti questo Paese è finito”.

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