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Marketing (M. Risso): “L’economia dell’esperienza coinvolge i consumatori”

Marketing ed economia: il digitale continua a sovvertire le regole del mercato, e se le aziende non si adeguano rischiano di grosso. Prendiamo ad esempio Amazon: la famosa azienda di commercio elettronico ha vinto la partita coi competitor, “Toys ‘R’ Us è fallito miseramente – ha osservato il professor Risso – l’economia dell’esperienza può essere una soluzione, se porta le grandi imprese a predominare sulle altre.”

I consumatori

Il ruolo e la funzione del consumatore, nel marketing esperienziale, è centrale, per la buona riuscita di un determinato prodotto e perché l’azienda riesca a resistere sul mercato. “L’esperienza del contatto favorisce la piena soddisfazione del consumatore – ha aggiunto il preside della Facoltà di Economia, dell’Università Niccolò Cusano, a Tutto in famiglia – e porta le imprese ad avvicinarsi sempre di più al destinatario finale, fino ad incontrarlo direttamente.”

Basti pensare al caso di negozi dove è possibile provare gli abiti, e successivamente acquistarli online; o ad attività commerciali dove oltre a comprare è possibile intrattenersi, incontrare persone! L’experience economy “porta le imprese ad avvicinarsi al consumatore attraverso l’esperienza – ha spiegato il prof. Risso – che diventa determinante per la riuscita di un determinato prodotto. Il luogo diventa la rappresentazione del prodotto stesso.” 

 

“Marketing esperienziale: il punto di incontro tra i produttori e i consumatori”, questa è la definizione data dal professore, in trasmissione.

Se una volta il consumatore era distante dall’azienda, poteva conoscere determinati marchi soltanto attraverso la tv, adesso “si entra in una dinamica d’esperienza quasi teatrale attraverso il prodotto.” 

Internet e il digitale

La riuscita della teoria, del 1998, è dovuta ai social “dove tutto è esaltato in maniera esponenziale: la narrazione, lo storytelling era importante prima, oggi è fondamentale – ha aggiunto Risso – la narrazione oggi è scritta con l’impresa, che deve pensarsi col consumatore, che non è più spettatore, ma parte integrante dello spettacolo.”

Ascolta qui l’intervista integrale

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