Politica

Ballottaggi, Antonio Padellaro: “Salvini è la febbre del Paese”

Ballottaggi, ecco il commento di Antonio Padellaro, giornalista e fondatore del Fatto Quotidiano. Ecco cosa ha dichiarato intervenendo ai microfoni di ECG, con Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio. 

BALLOTTAGGI, L’OPINIONE DI ANTONIO PADELLARO-Audio

“nessuna sorpresa, chi dopo il primo turno aveva annunciato una convalescenza del Partito Democratico non aveva capito che il problema ormai supera lo stesso Pd.  L’immigrazione. La vittoria della Lega e del centrodestra è frutto del vento che soffia anche nelle città e nelle amministrazione e che vuole che il problema dei c.d. irregolari venga risolto. Questa è una cambiale in bianco firmata a Salvini, vedremo come e se il leghista saprà rispondere. La fiducia che molti hanno nei suoi confronti dovrà trasformarsi in qualcosa di concreto. Le persone, anche quelle che non sono leghiste e non simpatizzano Salvini, hanno visto cose e spettacoli inaccettabili. Il voto a Salvini è una rispostaccia a quelli che c’erano prima di lui. In questo momento, dobbiamo cogliere e analizzare la collera, il rancore, il risentimento delle persone. In questo momento Salvini è una febbre, è una febbre alta che ha il Paese, ma la febbre lo sappiamo, è il sintomo. Il sintomo di una malattia. Vedremo come verrà curata”.

DAI BALLOTTAGGI AL GOVERNO. UN GIUDIZIO SUL PREMIER GIUSEPPE CONTE

“E’ un professore universitario, un avvocato, viene da un mondo colto, di persone che studiano, insegnano, si relazionano ad alto livello. Quando è stato liquidato come una testa di legno, non si è considerato che lui comunque non è uno che viene dal nullo, arriva da una esperienza importante. Si sta dando da fare, è una persona che si presenta bene, conosce le lingue, cerca di fare un’operazione importantissima in politica, la mediazione. Una persona che cerca di trovare un punto di incontro va apprezzata”.

SU M5S

“Salvini ha occupato la scena, il Movimento Cinque Stelle si è caricato di compiti molto meno propagandistici ma molto più pesanti. Il Ministero del Lavoro di cui è titolare Di Maio deve risolvere centinaia di trattative sindacali, il compito di Salvini è più semplice, lui agisce sul campo degli annunci roboanti. Teniamo sempre presente questa disparità. Vedremo se Di Maio riuscirà a sciogliere queste tensioni sul lavoro, forse così inizierà anche il Movimento ad incassare dei dividendi”.

LA CRISI DEL PD

“Qui ci sono quasi sei milioni di italiani che il 4 marzo hanno dato ancora fiducia al Pd. Ma questi non sono voti permanenti, che restano lì qualunque cosa accada. Il Pd rischia davvero di disperdere il proprio popolo. Non so se ne rendano conto. I dati di Pisa e Siena, ad esempio, sono significativi. Non è che lì quelli del Pd hanno votato Lega, non sono andati a votare. Questo è il punto. La percentuale di astensione così alta è data soprattutto dalla mancanza degli elettori di centrosinistra”.

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