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Repeša il “vizio” di vincere ovunque: il più cosmpolita tra gli allenatori di Basket

Repeša, l’allenatore girovago

 

Repeša quel vizio di vincere ovunque

Ha conquistato scudetti e titoli nazionali, coppe, in

Croazia, patria natia, Turchia e Italia. E vinto in Europa

 

Repeša è ex cestista ma è più conosciuto per la sua carriera in panchina, dove è stato capace di vincere 9 campionati in 3 nazioni differenti (croato, turco e italiano).

Nasce il 1° giugno 1961 a Caplijna, allora Repubblica Federale Sociale di Jugoslavia, oggi città della Bosnia-Herzegovina, situata al confine con la Croazia, e con una popolazione a forte maggioranza croata (53,1% degli abitanti), perciò è di cittadinanza croata.

Da cestista vestì solo la maglia del Borac Capljina, dove trascorse 10 stagioni tra il 1978 e il 1988, essendo anche il capitano. Fu compagno di squadra di Zoran Savic, oro con la Jugoslavia ai mondiali 1990 in Argentina e agli Europei in Italia 1991. Quando al PalaEur l’ultima edizione della Jugo superò la nostra squadra azzurra all’ultimo atto.

Repesa è stato anche giocatore della Virtus Bologna Campione di Eurolega 1997-98. Repeša al termine della carriera agonistica si diplomò allenatore e dal 1992 al 1994 ricoprì la carica di assistant coach al Cibona Zagabria. Da qui venne mandato a ricoprire il ruolo di primo allenatore al KK Dubrava, società satellite dello stesso, illustre club. In questo biennio ha il merito di scoprire e far crescere giovanissimi talenti quali Gordan Giricek, Slaven Rimac e Nikola Prkacin, tutti e tre diventati in seguito giocatori della nazionale croata. Il primo, Giricek, sarebbe poi transitato nella NBA ai Phoenix Suns e ai Philadelphia Seventy-Sixers.

L’anno successivo, nel 1995, venne affidata a Repeša la panchina della prima squadra, dove portò con sé i suoi ragazzi del KK Dubrava. In tre anni conquistò altrettanti titoli croati nonché due coppe nazionali. Poi la medaglia di bronzo agli Europei maschili di basket del 1995 in Grecia, dove svolse il ruolo di assistente della nazionale guidata da Aza Petrovic, già giocatore nazionale e fratello di Drazen, il Mozart dei Balcani, approdato in America.

Nell’estate del 1997 Repeša volò in Turchia accettando l’offerta del Tofas Bursa, dove riuscirà nell’impresa di vincere il campionato turco due volte (1998-99 e 1999-2000). E ancora oggi restano gli unici due titoli conquistati dal club della Mezza Luna. Dopo l’avventura turca ritorna in patria allenando per una stagione il KK Spalato (2000-01) e, solo per un breve periodo, il Cibona Zagabria.

Nel novembre 2002 firma con la Fortitudo Bologna, e nei suoi quattro anni in Emilia riesce a conquistare altrettante finali scudetto, vincendone una nella stagione 2004-05 (per 3-1 ai danni dell’Olimpia Milano), e anche la Supercoppa italiana nel 2005. Nella stagione 2003-04 guidò la squadra bolognese in campo internazionale fino ad una impronosticabile Final 4 di Eurolega. In semifinale eliminò il Montepaschi Siena in un combattutissimo derby italiano, conclusosi all’extra-time con il punteggio di 103-102 in favore delle aquile bianco-blu. Ma in finale si arrese contro i padroni di casa del Maccabi Tel-Aviv.

Negli anni di permanenza a Bologna, Repeša, ha il merito di far debuttare sul palcoscenico italiano e internazionale giovani quali Stefano Mancinelli, Marco Belinelli, futuro atleta NBA, ed Erazem Lobrek. Durante la stagione dello scudetto, invece, ebbe un rapporto turbolento con Gianmarco Pozzecco, che culminò con una lite durante una partita di campionato. In seguito alla discussione il giocatore fu messo fuori rosa, poi ceduto all’estero nonostante fosse uno dei giocatori protagonisti della Fortitudo di Repeša di quegli anni.

Nell’estate del 2006 lascia il capoluogo emiliano per passare alla guida della Virtus Roma. Nel dicembre 2006 ci fu un episodio particolare che lo vide protagonista nel suo ritorno a Bologna come avversario. Il pubblico infatti gli vennero tributò ben 10 minuti di applausi ininterrotti. La stagione capitolina comunque non fu positiva per Repeša. A metà anno una lunga crisi di risultati lo spinse a dire le dimissioni, poi rifiutate dal presidente Claudio Toti. In seguito portò la squadra sia alle Top 16 di Eurolega che in semifinale scudetto, dove si arrese 3-1 ai futuri campioni d’Italia della Montepaschi di Siena.

Al termine della stagione il croato rinnova per altre tre stagioni ma nel dicembre 2008 si dimette nuovamente da allenatore della Virtus Roma, in seguito ad una serie di cinque sconfitte consecutive in campionato, nonostante la qualificazione aritmetica in anticipo alle Top 16 di Eurolega.

Nel triennio 2006-2009 è inoltre selezionatore della nazionale di pallacanestro della Croazia, con la quale ottiene due sesti posti, ai campionati europei di Spagna 2007 e alle Olimpiadi di Pechino 2008.

Il 18 gennaio 2010 Repesa diventa l’allenatore della Benetton Treviso. Nella prima stagione alla guida della compagine biancoverde centra l’8° posto nella regular season, ma viene eliminato ai quarti dal Montepaschi Siena. La seconda lo vede arrivare alle Final 4 di Eurocup disputate proprio a Treviso, nelle quali però la Benetton esce sconfitta sia dal Cajasol Siviglia (in semifinale) che dal Cedevita Zagabria (nella finale del 3° posto).

In campionato la squadra si classifica 5° e nei play-off supera Avellino in 4 gare, ma in semifinale si deve arrendere alla Montepaschi Siena come nella stagione precedente.

Alla fine, si separa consensualmente dalla Benetton Treviso per fare ritorno al Cibona Zagabria, con cui vincerà il campionato al primo tentativo. L’anno successivo lascia di nuovo la Croazia per tentare l’esperienza in Spagna alla guida dell’Unicaja Malaga. In terra iberica raggiunge la Top 16 di Eurolega ma in campionato fallisce l’accesso ai play-off chiudendo al 9° posto.

Terminata la breve parentesi andalusa fa nuovamente ritorno in patria. Questa volta allenando il Cedevita Zagabria per due stagioni. E in entrambe ottiene il titolo nazionale divenendo così l’allenatore più vincente del campionato croato di basket (5).

Il 26 giugno 2015 viene annunciato come nuovo allenatore dell’Olimpia Milano. Nel biennio meneghino Repeša conquista 4 trofei. Vince due Coppe Italia, una Supercoppa italiana e lo scudetto 2015-16, ad 11 anni di distanza dal primo successo tricolore con la Fortitudo Bologna. L’avventura europea, però, non è stata all’altezza del blasone di Milano, che ha chiuso in fondo al gruppo della prima fase di Eurolega.

Nel gennaio 2016 fu protagonista di varie scintile a bordo campo con Paolo Moretti, allora coach di Varese, nell’accesso derby tra le due società lombarde. I due nel corso del match arrivarono più volte muso a muso, e alla fine gli arbitri costrinsero l’allenatore italiano ad allontanarsi dal parquet, che poi in conferenza stampa si scagliò contro Repeša, reo di aver detto cose indicibili.

L’esperienza con il club del Gruppo Armani si conclude nell’estate 2017, con l’addio dell’allenatore all’indomani dell’inaspettata eliminazione contro Trento in semifinale dei playoff. Attualmente è senza incarico.

Una curiosità sul croato è che ha un figlio di 25 anni, che si chiama Dino in onore del grande Dino Meneghin, intervistato recentemente proprio da Radio Cusano Campus. I due ebbero modo di incontrarsi nel 1992, proprio quando la moglie era in stato imbarazzante. Il croato allora era assistente coach di Asa Petrovic al Cibona Zagabria, e questo organizzò un’amichevole in ritiro contro la Stefanel Trieste di Bodgan Tanjevic. Squadra nella quale giocava proprio Meneghin, che era agli ultimi anni di carriera, terminata a 45 anni. Repeša, grande estimatore del talento del cestita italiano, rimase colpito da quell’incontro tanto da influenzare la sua compagna sulla scelta del nome del futuro nascituro.

(ha collaborato Federico Burzotta)

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