Attualità

Fulvio Abbate tra esame di maturità, Salvini e Fabrizio Corona

Dall’esame di maturità a Fabrizio Corona. Intervento a tutto tondo questa mattina su Radio Cusano Campus per il marchese Fulvio Abbate. Ecco cosa ha detto in ECG, con Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio. 

SU FABRIZIO CORONA

“E’ un pluripregiudicato, il fatto di volerci commuovere rispetto alla sua sorte è incommentabile. L’altra sera ho apprezzato quello che ha dettto Mughini ospite di Giletti. E’ un analfabeta arrogante, pluripregiudicato, è lo specchio di una parte di questo Paese, simmetrico a Salvini che vuole schedare i rom”.

A PROPOSITO DI SALVINI

“Il suo è un modo penoso di dragare consensi nella parte più analfabeta di questo Paese. I rom sono già censiti e censirli sul piano razziale è estraneo a qualsiasi legge. E’ una cosa che serve per acquistare consenso il suo. Prima inizia parlando dei rom, poi dirà che bisogna dare a tutti il porto d’armi, la parte più analfabeta e fascistoide di questo Paese gli va dietro”.

RICORDANDO GLI ESAMI

“L’esame che ricordo con più piacere è quello di terza media. L’Italia in quel 1970 fu scossa da una serie di scioperi degli insegnanti, gli esami furono bloccati e si diceva che il ministero avrebbe preparato delle domande scritte e che gli scopini sarebbero stati precettati per farci queste domande al posto degli insegnanti. Quindi tutte le scuole fecero il lunedì successivo allo sblocco l’esame. Tranne la mia, che decise di farlo di sabato. Io stavo andando al mare con il costume e la maglietta del Che. Vidi un assembramento davanti a scuola passando con l’autobus e mi accorsi che c’era l’esame. Ci fu un difetto di comunicazione. Una volta finita la maturità, invece, andai a dal mio pusher a comprare un tocco di hashish per farmi le canne finalmente felice. A distanza di anni, poi, lui mi confessò di avermi venduto della roba di scarsa di qualità e mi chiese scusa. Oggi sono contrario alle canne, ormai la marijuana è trattata chimicamente”.

COMMENTANDO LE TRACCE DELLA PRIMA PROVA

“La più facile è quella sulla solitudine, anche il più stupido può scrivere ‘ieri io lo aspettavo, mi ha promesso che avremmo avuto rapporti anali e invece non è arrivato‘. Il giovane medio, invece, su De Gasperi e Moro va in difficoltà. Di Moro conosce al massimo quello che ha vinto il Festival. La poesia può parlare di tutto, anche di rapporti anali rifiutati. C’è questa immagine della solitudine, ‘mi hai detto ieri che mi avresti concesso l’intimità posteriore, io ti ho raggiunto all’appuntamento ma non c’eri’.”

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