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Insieme: l’UniCusano Ternana riparte da qui

Insieme: l’UniCusano Ternana riparte da qui. «La nostra strategia parte da una parola d’ordine: “insieme”. Con il patron Bandecchi, con il presidente Ranucci e con il tecnico De Canio abbiamo deciso di creare un ambiente di appartenenza a 360 gradi. Con Ranucci ci confrontiamo quotidianamente e, insieme, abbiamo deciso di procedere con un atteggiamento low profile, senza grandi proclami ma con la grandissima ambizione di tornare dove ci compete, attraverso l’umiltà e il lavoro», queste le dichiarazioni rilasciate dal neo direttore sportivo Pagni nel suo intervento su Radio Cusano Campus.

Parole che racchiudono il forte valore simbolico che può avere un segnale, chiaro e inequivocabile, che riguarda da vicino le rinnovate ambizioni della società rossoverde. «Invito i tifosi a sostenerci e li rassicuro: la proprietà e la società hanno la reale voglia di rilanciare le Fere attraverso il lavoro e l’attaccamento alla maglia. Siamo consapevoli delle difficoltà che la categoria presenta, ma sono certo che con la pazienza dei forti i risultati arriveranno». Il direttore sportivo Danilo Pagni, tornato a Terni dopo la salvezza in B conquistata nel 2016- 17, è fiducioso sulla prossima stagione e, ai microfoni di Radio Cusano Campus, ribadisce che il rilancio della Ternana parte dalla parola «insieme».

«Abbiamo avuto diversi confronti con lo staff tecnico. Innanzitutto, stiamo valutando chi deve rimanere e chi deve andare via. Da qui alla fine è ovvio che le cose possono cambiare, ma noi abbiamo le idee chiare. Ci sono 21 giocatori sotto contratto e non tutto è da buttare, anzi. Però la retrocessione, in maniera quasi netta, ha creato delle negatività. Dopo dieci giorni di tanto lavoro organizzativo, insieme a Ranucci abbiamo incontrato i presidenti, i direttori e gli amministratori di diverse società della serie C, prospettando ad alcuni nostri giocatori, e i relativi agenti, l’interessamento di questi club, che sono tutti sani e seri. Per questioni di discrezione non facciamo nomi, ma le soluzioni ci sono. Per quanto riguarda il mercato in entrata, preferiamo fare e non dire, agendo nel rispetto delle norme che vigono nella categoria che sono in fase di definizione e che riguardano il budget. Abbiamo 21 contratti di calciatori, più i dipendenti, ci dobbiamo muovere anche in base alle normative e ai format».

 

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