Politica

Consultazioni al Quirinale, cresce la tentazione del voto anticipato

Le Consultazioni al Quirinale sono iniziate nella giornata di ieri. Mattarella ha ricevuto prima la Presidente del Senato Casellati, poi si è incontrato con il Presidente della Camera Roberto Fico. Nel pomeriggio ha visto il Gruppo Misto e Fratelli D’Italia. 

LA ‘TENTAZIONE’ DI RIVOTARE A GIUGNO

Ne scrive, tra gli altri, Claudio Tito su Repubblica. “L’eventualità non è più pura teoria, se ne parla in tutti i Palazzi. E il pressing di M5S e Lega sui tempi stretti è un indizio”. Ci sono due date che hanno cominciato a circolare in tutti i Palazzi che contano. E in tutte le sedi dei principali partiti. Diciassette giugno e ventiquattro giugno. Le due ultime domeniche del mese: si tratta dei giorni di un eventuale ritorno al voto. L’ipotesi di mettere fine ad una legislatura appena iniziata, infatti, sta diventando qualcosa di più di un semplice scenario“.

MOVIMENTO CINQUE STELLE E LEGA SI PREPARANO A UNA DIARCHIA?

Differente, dopo il primo giorno di Consultazioni al Quirinale, la chiave di lettura proposta dal Corriere della Sera. Inizia così l’analisi di Massimo Franco: “Tempo: il Movimento Cinque Stelle ha bisogno di tempo. E pensa che anche la Lega si prepari a una lunga trattativa. Per questo, la sensazione è che Luigi Di Maio oggi chiederà al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non una ma «due mani»: per sondare fino all’ultimo la possibilità di formare una qualche maggioranza. La data a cui guardano sia lui che Matteo Salvini sono le elezioni regionali del 29 aprile in Friuli Venezia Giulia e, il 22, in Molise. Una vittoria leghista a Nord e una del M5S nella piccola regione adriatica verrebbero «vendute» come le due ciliegine sulla torta del 4 marzo: la consacrazione del primato nel centrodestra e sul versante trasversale opposto. A quel punto, la spinta a allearsi si accelererebbe“.

BERLUSCONI NON SI FIDA E TEME UN’INTESA SEGRETA TRA DI MAIO E SALVINI?

Ugo Magri, per La Stampa, descrive uno scenario particolarmente intricato. “Berlusconi si fida di Salvini e non crede che farà mai accordi con Di Maio tagliando via Forza Italia. O meglio: il Cav se ne fida «per ora», fino a prova contraria, in quanto sarebbe ben grave se l’altro lo pugnalasse alla schiena. Anzi, per essere ancora più precisi: Silvio di Matteo non si fida per niente, in cuor suo sa già che l’alleato leghista è pronto a scaricarlo, addirittura non vede l’ora di liberarsi della palla al piede berlusconiana e il veto grillino è arrivato a proposito“.

“MEGLIO NON ANDARE A VOTARE, MA…”

Le consultazioni di governo, pronte ad entrare nel vivo oggi, appaiono già giunte a un punto morto. Per ora la quadra non si trova. A causa dei veti incrociati e delle prese di posizione di ogni partito. “È preferibile non andare a votare. Ma se tra due mesi siamo ancora qua a dirci le stesse cose e tutti sono sulle stesse posizioni, basta”. Lo ha dichiarato il segretario della Lega, Matteo Salvini, chiamato in causa a margine di una cena a Milano. “Per arrivare a formare un governo qualcuno alla fine dovrà cedere, perché se tutti rimangono sulle loro posizioni si va a votare o a giugno o a ottobre, tutti devono cedere, non solo M5s, anche Pd e Forza Italia”, aggiunge il leader leghista.

 

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