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Vaccini obbligatori: i genitori rivendicano la libertà di scegliere

Vaccini obbligatori, i genitori italiani rivendicano il diritto di scegliere liberamente. Mentre il segretario nazionale del PD, Matteo Renzi, al Forum nazionale dei circoli del partito democratico, qualche giorno fa a Milano, dichiarava che ‘una società che non fa vaccinare è incivile’. Non è questione di essere d’accordo o no, ma di valutare i casi, e a seconda di questi stessi scegliere liberamente, fa sapere una mamma a #genitorisidiventa su Radio Cusano Campus. 

Domenica 2 luglio a Bologna c’erano oltre mille genitori; farà seguito un ulteriore appuntamento a Pesaro, il prossimo 8, luglio e così via. Dicono no alla legge regionale che esclude i bimbi non vaccinati dagli asili nido e al Ddl Lorenzin che impone 12 vaccinazioni ai piccoli da zero a 16 anni, con sanzioni per chi non ‘esegue’. Non vogliono ridurre la questione all’essere favorevoli o contrari, alla logica dei pro e contro, che non fa bene al Paese, ai cittadini e soprattutto ai minori. Ritengono vada aperto in fretta un confronto con dibattiti, discussioni, tra medici, associazioni, famiglie. Mettono l’accento sul fatto che ci sono ‘anche’ rischi, che ci sono dubbi che vanno dissipati, motivo per cui vogliono poter scegliere, in piena responsabilità, disponendo degli strumenti conoscitivi necessari. “Attraverso i dati riportati sul Ministero della Salute si può notare che è un’emergenza che non c’è, è fuori luogo. Sui vaccini non ci sono studi, non sono mai stati somministrati ai bambini. Vaccinare in blocco ha poco senso, ci vorrebbero commissioni di esperti indipendenti che valutassero vaccino per vaccino”, dice Patrizia, una delle partecipanti alla fiaccolata in trasmissione aggiungendo informazioni sulle ragioni delle fiaccolate, e sull’obbligo insensato da parte del governo nei confronti dei genitori. Non solo. Ha chiesto un approccio da parte dei mezzi di comunicazione più sincero, e reale. Ad esempio, alcuni giornali autorevoli hanno registrato duecento genitori presenti a Bologna, erano oltre mille!

Ascolta qui l’intervista integrale

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