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Caso Vasto, Adinolfi: “Massimo della pena per l’omicida”

Caso Vasto. In tutta Italia si parla dell’uomo che ha ucciso a pistolettate il ragazzo che investì (uccidendola) la moglie sei mesi fa. Anche Mario Adinolfi, intervenuto questa mattina su Radio Cusano Campus nel corso di ECG, ha commentato quanto accaduto: “Serve una campagna per chiedere la massima pena per l’omicida di Vasto e cioè o l’ergastolo o trent’anni di reclusione”. 

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Mario Adinolfi ha commentato così la vicenda di Vasto: “Spero che la magistratura sia molto dura, perché se passa quel principio è la fine. Umanamente ho totale comprensione, ma dal punto di vista giuridico lo Stato deve reagire in maniera molto ferma. Quel meccanismo non è in alcun modo attuabile, si tratta di un omicidio premeditato e un omicidio premeditato commesso in quella maniera viene punito con l’ergastolo o con trent’anni di carcere se si sceglie il rito immediato. E’ un atto gravissimo, non può essere in alcun modo giustificato. Fatemi dare un pensiero ai genitori di un ragazzo che è morto, sono vittime anche loro”.

Mario Adinolfi sul caso Vasto è categorico “Il momento dell’impazzimento di questo cavolo di Paese deve chiudersi, non si possono legittimare certi atti, dobbiamo essere molto severi e molto duri, in questo senso serve grande responsabilità da parte dei mezzi di informazione, non si devono legittimare questi atti. Non c’è altra pena immaginabile per questo gesto che l’ergastolo o trent’anni di carcere per l’uomo che ha deciso di ammazzare il pirata della strada che ha investito la moglie.  Bisogna fare una campagna immediata perché questo ragazzo sia punito come la legge prevede, non c’è nulla di giustificabile in questo atto pur nell’umana comprensione del dolore che questa persona ha subito”.

 

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