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No merenda day, per far capire ai bambini cosa sia la fame

Sono giunti in classe senza merenda, questa mattina, 140 bambini alla scuola elementare Zanella a Thiene, in provincia di Vicenza.

L’iniziativa è stata presa dal dirigente scolastico Francesco Crivellaro, per far capire ai suoi giovani alunni cosa significhi non mangiare cibo a sufficienza, e non per anoressia, ma perché molte famiglie, in tutto il mondo, ogni giorno non hanno la possibilità di sfamarsi.

“Questa iniziativa fa parte del progetto ‘Uno sguardo verso l’altro’ inserita nel piano dell’offerta formativa da anni – spiega il dirigente scolastico – Chi ha voluto comunque mettere la merenda nello zaino del proprio figlio è stato libero di farlo. Nessuno ha posto obblighi”. Aggiunge inoltre Crivellaro, che riguarda “Un progetto approvato dal collegio dei docenti e dal consiglio di istituto, condiviso dai genitori e dai ragazzi che hanno sostenuto il progetto. Si è trattato di un gesto simbolico di condivisione con i bambini più poveri nel mondo che soffrono la fame”.

Gli alunni, stamane, sono giunti a scuola portando da casa solamente una bottiglietta d’acqua e 50 centesimi da inserire nei salvadanai destinati ad una scuola in Siria per i bambini fuggiti dalla guerra. Non tutti però hanno preso parte al “no merenda day”. Come alcuni genitori si sono rifiutati di mandare i propri figli a scuola senza merenda, molte sono state le polemiche sul web che hanno definito l’iniziativa di Crivellaro diseducativa e non idonea a far comprendere il problema della fame.

“Polemiche assolutamente futili e credo vi sia stata una vera e propria strumentalizzazione. Attribuire un significato politico e questa scelta va al di là non solo della realtà dei fatti, ma anche delle intenzioni di insegnanti, e genitori che l’hanno sostenuta” così ha replicato il dirigente scolastico dell’istituto Zanella alle proteste scatenatesi per il “no merenda day”, aggiungendo che “Non c’era alcun obbligo, chi ha voluto l’ha fatto liberamente, e altri bambini sono andati oltre, donando 50 centesimi per un progetto a favore dei bambini più poveri. Insomma mi sembra davvero una tempesta in un bicchier d’acqua”.

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