Politica

Danilo Toninelli (M5s): “Mattarella? Serviva più coraggio”

Danilo Toninelli, deputato del Movimento Cinque Stelle, è intervenuto stamattina nel corso di ECG, con Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano.

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Sul governo Gentiloni: “Io me l’aspettavo, ho la sfortuna di vederli in faccia da tre anni e mezzo. Sono scollegati dalla realtà. La cosa che li porterà alla sconfitta è che hanno anche perso l’autocritica e l’umiltà. Quando pensi che le tue decisioni sono sempre giuste senza valutare le emozioni del popolo italiano, pensi di esserti sostituito alla democrazia intesa come sovranità popolare.”
Su Mattarella Danilo Toninelli è timidamente critico: “A norma di costituzione rappresenta l’unità nazionale, io non sono nella sua testa, non posso permettermi di dire cosa avrei fatto se fossi stato in lui però penso che ci voleva più coraggio.  Il voto referendario nella percentuale dei cittadini che hanno detto no è stato spodestante e  siccome  coloro che lo hanno proposto lo hanno anche politicizzato, probabilmente ci sarebbe voluto un po’ più di coraggio”
Sul caso Fedeli Danilo Toninelli non infierisce: “Sinceramente non l’ho seguito molto. Non mi ha stuzzicato più di tanto. Se è vero è certamente grave. L’articolo 54 della costituzione dice che la funzione pubblica la devi assolvere con dignità ed onore e questo significa anche con una certa onestà intellettuale, se hai mentito su una laurea, fatti da parte e rinuncia all’incarico che ti hanno dato. Dovrebbe dimettersi.”

 

Sulla legge elettorale Danilo Toninelli è categorico: “Sono stanco dell’ansia da governismo che ha al centro le poltrone e l’interesse per maggioranze numeriche drogate da premi di maggioranza. Bisogna tornare a parlare di contenuti. Noi diciamo che questo parlamento, avendo già fallito in ogni dove, non può toccare palla perché farebbe un altro pasticcio. C’è  un organo costituzionale che può intervenire ed è la consulta, quello che uscirà dai ricorsi il 24 gennaio e che noi  abbiamo chiamato  ‘Legalicum’, dovremmo utilizzarlo alla Camera, applicarlo  anche al Senato e andare  a votare.”

 

Su Verdini: “L’esclusione dei verdiniani dal governo la vedremo quando verranno fatti i nuovi incarichi di sottosegretari e verrà sostituita la Fedeli alla vicepresidenza del senato. Stiamo a vedere perché conoscendo questi soggetti non è assolutamente vera.”

 

Su Grillo Danilo Toninelli è entusiasta: “Ieri l’ho visto alla grande, è stata una bella assemblea, sia lui che Davide hanno detto che abbiamo fatto un lavoro straordinario, non ci siamo mai presi il merito della vittoria del no ma abbiamo partecipato come attori protagonisti a questa grande iniziativa. “E’ stato un abbraccio collettivo di noi portavoce di camera e senato con Beppe e Davide”

 

Sulle dichiarazioni di Poletti: “Quando le ho sentite ho provato un misto tra rabbia e gioia. La legge dice che se vengono indette elezioni politiche lo stesso anno dei referendum, questi ultimi slittano di 365 giorni quindi per la fifa di perdere e di bissare l’immane sconfitta del 4 dicembre vogliono andare a votare prima. La rabbia è che questi fuggono sempre dal voto popolare, la gioia è che noi vogliamo andare a votare, perché questo governo deve andare a casa. Noi abbiamo anche una proposta, ho depositato mesi fa una proposta semplice che dice che quando ci sono in concomitanza elezioni politiche e voti referendari si possono accorpare. La domanda vera è perché Poletti, insieme a Renzi, e al governo Gentiloni, che fa la controfigura di Renzi, non dimostrano un po’ di coraggio e fanno un bel voto a primavera sia delle politiche sia referendario? Aspettando ovviamente  l’11 gennaio quando la costituzionale si esprimerà sull’ammissione di questi referendum.   Facciamo un election day con le politiche e il referendum, come fanno negli altri stati ed è già stato fatto nell’87. Non mi sembra una cosa strana, non mi vengano a dire che complicherebbe la vita ai cittadini. Perché questi credono che le persone siano dei caproni.”

 

Sul vitalizio: La questione della pensione d’oro che si matura il 16 settembre del 2017 la ha denunciata solo il Movimento 5 Stelle. Noi lo diciamo chiaramente se non dovessimo andare a votare entro giugno, questa sarà la materia principale della nostra campagna elettorale. Noi diciamo loro, se non volete perdere qualche milioncino di voti, vi conviene andare a votare prima oppure cancellare la pensione d’oro. Noi siamo già pronti e  stiamo già scrivendo una legge sull’abolizione. Bastano tre righe per cancellare un privilegio insopportabile.”

 

Su Mediaset: “E’ un problema governativo, devono intervenire e bloccare,non sono affari che possono favorire la nostra economia. Quello che avviene da anni, è che  gli asset principali, le nostre meravigliose imprese oggi di italiano hanno mantenuto solo il nome. Quando il capitale va al’estero significa che il reinvestimento di capitale non rilanciano la nostra economia questo  è il dramma”, conclude Danilo Toninelli

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